Delitto di Garlasco: nei guai il maresciallo dei carabinieri

Garlasco, la bicicletta nera (foto dal web)
Garlasco, la bicicletta nera (foto dal web)

Nonostante il processo per il delitto di Garlasco si sia concluso con la sentenza definitiva di condanna per Alberto Stasi, costituitosi poi presso il carcere di Bollate, dove si trova tuttora ristretto, diversi sono i punti da chiarire, a partire dal ruolo dell’ex comandante della stazione dei carabinieri di Garlasco, il maresciallo Francesco Marchetto, oggi in pensione e indagato per falsa testimonianza. Il militare dell’Arma, durante l’udienza preliminare al gup di Vigevano Stefano Vitelli, il 30 ottobre 2009, avrebbe reso false dichiarazioni riguardo Franca Bermani, la donna che vide l’ormai famigerata bicicletta nera appoggiata al muretto della casa dei Poggi in via Pascoli intorno alle 9 del 13 agosto 2007.

Al maresciallo venne chiesto perché non sequestrò la bicicletta in uso alla famiglia Stasi e questi “dichiarò “sotto giuramento e in più occasioni che la bicicletta rinvenuta nell’officina del Signor Stasi Nicola non corrispondeva alle caratteristiche descritte dalla Signora Bermani”. Inoltre, affermò di essere stato presente durante la testimonianza della Bermani, circostanza però smentita dalla testimone tanto che la famiglia Poggi, tramite l’avvocato Gianluigi Tizzoni, avanzò l’esposto contro il maresciallo, sentito lunedì dal giudice Daniela Garlaschelli.

Marchetto, secondo quanto ha riferito il suo legale Roberto Grittini a ilfattoquotidiano.it, ha ribadito di aver sentito “le sommarie informazioni” della signora Bermani, “anche se in maniera non continuativa, visto che quel giorno nella stazione dei carabinieri di Garlasco regnava la confusione e c’era un gran via vai”, quindi ha spiegato che “nel verbale del 13 agosto la signora Bermani descrive la bicicletta vista davanti casa dei Poggi fornendo alcuni dettagli che non corrispondono a quelli della bicicletta vista nell’officina di Stasi”.

Si è giustificato ancora il maresciallo: “Quello che mi meraviglia è che il 25 agosto la testimone viene nuovamente ascoltata e viene stilato un nuovo verbale. In questa occasione conferma i dettagli forniti una settimana prima e ne aggiunge degli altri. Io nel frattempo ero già stato esautorato dalle indagini. Ma perché nessuno alla luce di questi nuove dichiarazioni non va a controllare nuovamente il mezzo a disposizione di Stasi?”. Poi ha sostenuto che fosse stato per lui Alberto Stasi sarebbe stato arrestato il giorno stesso dell’omicidio.

L’avvocato di parte civile

Sentiti poi come testimoni il brigadiere Pennini e la signora Bermani; quest’ultima ha ribadito: “Quel giorno non ho visto il maresciallo”. Su quanto accaduto la tesi dell’avvocato Tizzoni è chiara: “L’escussione dei testimoni ha chiarito al di là di ogni dubbio che l’ex maresciallo non disse la verità davanti al gup di Vigevano nel 2009: non era presente durante all’interrogatorio della Bermani. Purtroppo quella testimonianza condizionò le due sentenze di assoluzione di Stasi. Risulta chiaro che se Marchetto avesse sequestrato la bici da donna nera in uso a Stasi il giorno dopo l’omicidio si sarebbero potuti risparmiare anni e soldi dei contribuenti”.

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GM