Uccise la moglie, le sue parole al centralino del 118

Andrea Balboni e Liliana Bartolini (foto dal web)
Andrea Balboni e Liliana Bartolini (foto dal web)

Liliana Bartolini, la colf 51enne trovata morta una settimana fa con la gola tagliata nella sua villetta a Miravalle di San Martino in Argine, frazione di Molinella, nel bolognese, non è deceduta accidentalmente, come raccontato dal marito Andrea Balboni: a rivelarlo l’esame autoptico in quanto la ferita al collo è “larga, superficiale e tangenziale”, cioè perpendicolare, e non penetrante. Balboni in un primo momento aveva parlato di un’aggressione a opera di ignoti nei confronti suoi e della sua consorte, raccontando di qualcuno che lo aveva colpito con violenza, tanto da farlo svenire.

Poi era arrivata la confessione: “Sono rincasato un po’ in ritardo dopo il lavoro e mia moglie, appena mi ha visto, mi ha aggredito verbalmente in preda alla gelosia. Mi accusava di essere stato con la mia amante, una volta smontato dal lavoro”. Sembra certo che a scatenare il litigio sia stato il fatto che Liliana Bartolini aveva ormai scoperto la relazione extraconiugale di Andrea Balboni, peraltro confermata dalla stessa amante dell’uomo.

Diffusa intanto la conversazione che l’uomo ha avuto con gli operatori del 118, in cui dice: “Sono arrivato a casa da lavorare e mi hanno aggredito in garage. Adesso mi sono ripreso, sono salito in casa e c’è mia moglie in un lago di sangue. Non si muove!”. Andrea Balboni è molto agitato e l’operatore lo invita a restare in linea “così siamo tutti più tranquilli, e poi mi dica anche se riesce a vedere sua moglie”. Poi prosegue: “Stia tranquillo signor Balboni, stia tranquillo. Adesso arriva l’ambulanza. E’ già partita da Molinella ed è a 4 chilometri. Arriva tra qualche minuto. Ok, lei si avvicini alla porta. Da dove sono entrati, dal garage?”.

L’uomo prosegue nella messinscena: “Non lo so se sono entrati… Io sono entrato dal garage, me li sono trovati davanti, erano in due, ma…”. La preoccupazione principale dell’operatore nel corso della telefonata resta sempre quella di tranquillizzare Andrea Balboni: “Respiri lentamente, stia tranquillo signor Balboni, non perda la calma. Stia tranquillo. Si avvicini lentamente alla porta perché tra un po’ dovrà aprire ai carabinieri e alle ambulanze che stanno arrivando”.

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GM