Veronica e il nonno, 9 giorni di terrore

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Veronica Panarello  è in grado di intendere e di volere. Sarebbe questo, secondo le indiscrezioni, l’esito della perizia psichiatrica conclusa sulla donna e che doveva essere depositata entro oggi 20 aprile, in tempo per l’udienza fissata per l’11 maggio. Scadenza  a cui il Gup Andrea Reale ha concesso una proroga: gli agli esperti che dovranno depositare le loro conclusioni entro il 15. Per questa ragione la prossima udienza del processo, inizialmente fissata per l’11 maggio, sarà rinviata a data da destinarsi.. E’ stato nei colloqui con i periti che Veronica ha raccontato una verità fino ad allora inedita, puntando il dito contro il suocero Andrea Stival. Secondo il racconto, lei si sarebbe concessa all’uomo per proteggere i figli, ma Loris avrebbe scoperto tutto, al punto da finire strangolato dal nonno con un cavetto usb. Circostanza che l’uomo ha sempre negato. Secondo alcune indiscrezioni  le nuove rivelazioni della donna avrebbero confermato ai periti la sua lucidità inducendo a ritenerla perfettamente in grado di intendere e volere. Una valutazione che ha indotto la difesa di Veronica a chiedere al giudice di sottoporla ad ulteriori esami diagnostici, come una risonanza al cervello, per riscontrare eventuali anomalie che potrebbero essere alla base di un disturbo dissociativo. Francesco Villardita, legale della donna, ha parlato di una “tecnica utile a verificare la conformazione del cervello e per capire se ci sono malformazioni congenite”. “Una certa sintomatologia pregressa e una certa anomalia comportamentale è stata già rilevata. Ha avuto un passato difficile e complesso, i medici di Barcellona Pozzo di Gotto hanno stabilito che la Panarello ha un disturbo di personalità” ha affermato il suo avvocato. La richiesta del legale è stata accolta dal giudice.  Gli ulteriori esami sono dunque cruciali perché sulla base della relazione conclusiva da parte dei periti il Tribunale deciderà se Veronica dovrà affrontare il rito abbreviato, richiesto dal suo avvocato Francesco Villardita. Se venisse esclusa l’infermità mentale e accettata l’aggravante della premeditazione richiesta dalla procura, la donna rischia di fatto 30 anni di reclusione.

Veronica Panarello nello scorso gennaio ha accusato il suocero, Andrea Stival, di avere ucciso il bambino nella sua casa di Santa Croce Camerina il 29 novembre 2014. Secondo la donna lo avrebbe fatto per impedirgli di rivelare una loro presunta relazione, che l’uomo ha sempre negato anche davanti ai Pm che lo hanno indagato come atto dovuto.

Proprio nell’ultimo verbale reso davanti al pm  Marco Rota il 19 febbraio scorso, nell’accusare il suocero, Veronica ha per la prima volta fornito un movente del delitto agli inquirenti raccontando di nove giorni di terrore che avrebbe vissuto dopo che Loris, avendola vista scambiarsi effusioni amorose con il nonno in cucina, l’avrebbe più volte minacciata di voler raccontare tutto a suo padre.  Fino all’ultima mattina, quando si rifiuto di andare a scuola e poi morì strangolato.