Saluta gli amici, poi dà l’addio ai genitori con un sms

(repertorio, PEDRO UGARTE/AFP/Getty Images)
(repertorio, PEDRO UGARTE/AFP/Getty Images)

Un ragazzo di appena 17 anni si è tolto la vita gettandosi dal ponte Giulio, a Maniago, in provincia di Pordenone. L’adolescente, da quello che si apprende, aveva trascorso la serata con alcuni amici, ma poi non è rientrato a casa, anzi si è recato nei pressi del ponte e dopo aver inviato un tragico sms ai genitori per annunciare la sua decisione, si è buttato giù. Quando sul posto sono arrivati padre e madre del 17enne, sono stati colti da malore.

Si allunga la recente scia di suicidi tra i giovanissimi nella provincia veneta: il più recente, nel giorno di Pasqua, è quello di Giulio Milacic, 17 anni appena, residente a Carpesica, la piccola frazione di Vittorio Veneto, che ha deciso di farla finita sparandosi con il fucile regolarmente detenuto dal padre. Dietro il suo drammatico gesto, da quel che si apprende, sembra ci sia la morte di un suo coetaneo, Patrick Breda di Codognè, deceduto la sera prima in un incidente stradale.

Sempre nel trevigiano, a Montebelluna, nel giorno di San Silvestro si è tolto la vita il 16enne Lorenzo Carinato, impiccandosi nella sua camera con una corda di nylon e lasciando tutti senza parole, in particolare perché aveva confermato poco prima la partecipazione a una cena del gruppo teatrale di cui faceva parte, in programma per la serata di oggi. Una decina di giorni prima, a Treviso un 17enne si è tolto la vita gettandosi dall’attico condominiale di grattacielo di 19 piani.

Quest’ultima vicenda destò particolare scalpore, in quanto sembra che il ragazzo, Youssef El Mejnaoui, figlio di una coppia di immigrati molto conosciuti in città perché gestiscono un kebab, fosse indagato dalla Procura dei minori di Venezia perché sospettato di essere uno dei componenti della baby-gang che la notte di Halloween aveva compiuto diverse scorribande nel centro storico di Venezia, terrorizzando residenti e turisti. L’adolescente, secondo gli investigatori, aveva ricevuto dagli altri componenti della banda una lettera di minacce in cui gli rimproveravano di essere finiti in carcere.

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GM