Manuel Foffo risponde a Pietro Maso: “Io non sono come te”

Pietro Maso e Manuel Foffo (foto dal web)
Pietro Maso e Manuel Foffo (foto dal web)

Manuel Foffo, uno dei due giovani in carcere perché accusati dell’omicidio di Luca Varani, il 23enne ucciso in un appartamento del quartiere Collatino, alla periferia di Roma, ha replicato alla lettera inviatagli da Pietro Maso, l’uomo che, aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 nella sua casa di Montecchia di Crosara uccise entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari, e uscito dal carcere dopo 22 anni di detenzione, infine di recente ricoverato in una clinica psichiatrica.

“Non posso biasimarti per quello che hai fatto”, aveva scritto Pietro Maso, che di recente si era rivolto con una missiva anche a Papa Francesco, sottolineando: “Perché ho pensato di scriverti? Per egoismo. Aiutarti mi fa sentire finalmente migliore e mi aiuta a sconfiggere i fantasmi che alimentano i miei sensi di colpa. Non posso biasimarti per quello che hai fatto”. Maso dice di non biasimare Manuel Foffo: “Io sono stato peggiore di te, ma posso capire perché volevi ammazzare tuo padre. Un cupo e rarefatto istinto di rivalità per catturare tutto l’ affetto delle donne di casa e dimostrare di non essere solo il cucciolo fragile e indifeso”.

Proprio queste parole non sono andate giù al 29enne in carcere per il brutale assassinio di Luca Varani: “Signor Maso rispondo alla sua lettera solo per puntualizzare poche chiare cose. Se pensa di farsi pubblicità approfittando della tragica morte di Luca Varani ha sbagliato indirizzo e destinatario”. Manuel Foffo intende affermare che il suo caso nulla ha a che vedere con quello di Pietro Maso: “Si vergogni per non aver speso neanche una parola di rimorso e pentimento per quanto lei ha commesso uccidendo chi le ha dato la vita. Io a differenza sua non riuscirò mai a darmi pace per quanto ho fatto. Mi lasci per tanto stare nel mio profondo pentimento”.

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GM