Morte di Prince, spunta l’ipotesi dell’overdose

I fans ricordano Prince (Scott Olson/Getty Images)
I fans ricordano Prince (Scott Olson/Getty Images)

Restano avvolti nel mistero gli ultimi giorni del cantante Prince, deceduto ieri nella sua villa di Minneapolis all’età di 57 anni. L’icona pop, autore di brani che rimarranno nella memoria collettiva come ‘Purple Rain’  e ‘Do me, baby’, era stata ricoverata d’urgenza il 15 aprile scorso, costringendo il suo jet privato a un atterraggio d’emergenza in Illinois. Ma il giorno dopo, Prince era apparso a un concerto  per assicurare i fan sulle sue condizioni di salute.

Si parlò in quell’occasione di una sindrome influenzale, ma secondo il sito Tmz, che smentisce le parole del portavoce del cantante, quel ricovero sarebbe stato causato da una overdose di oppiacei, tant’è che Prince venne trattato da un equipe medica specializzata. Sarà l’autopsia, prevista per oggi, a chiarire cosa abbia ucciso la star della musica mondiale, deceduta a poco più di tre mesi di distanza da David Bowie, ma resta il fatto che quel ricovero avvenuto appena sei giorni prima della morte viene ricollegato al decesso stesso.

Intanto, si apprende anche come dai rapporti dei medici legali emergerebbe che sulle prime i soccorritori non avrebbero capito nemmeno chi fosse quell’uomo trovato in fin di vita nell’ascensore della villa di Minneapolis. Vani si sono rivelati i tentativi di rianimarlo, durati a lungo, poi alle 10.07 del mattino l’annuncio: Prince Rogers Nelson era morto.

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GM