Clamoroso errore: quella bara non doveva essere cremata

(Darren McCollester/Getty Images)
(Darren McCollester/Getty Images)

L’errore ha del clamoroso, ma a dispetto delle apparenze ci sono una serie di elementi davvero singolari che hanno indotto gli addetti del cimitero di Prima Porta a Roma a compiere questo gravissimo sbaglio. Le due bare erano lì una vicino all’altra, ognuna con la targhetta e i dati personali dei defunti, giorno di nascita e morte. Uno doveva essere bruciato come chiesto dalla famiglia che ha assecondato le volontà espresse in vita del proprio caro, l’altro doveva essere deposto in un loculo. Qui però iniziano ad entrare in gioco delle coincidenze particolari. Infatti i due morti si chiamavano allo stesso modo, nome e cognome. Erano nati entrambi nello stesso mese, agosto. Ed erano deceduti a pochi giorni di distanza, entrambi in aprile. L’unico dettaglio che li differenziava era l’età, uno aveva 90 anni e altro 92.

Comprensibile, fino ad un certo punto, dunque l’errore degli addetti alle cremazioni che, dopo una sbirciatina al foglietto hanno ritrovato sulla bara il nome e cognome esatto e non hanno avuto dubbi. Peccato che nel forno a 900-1000 gradi sia finito il defunto sbagliato. Quando si è capito l’errore è successo il finimondo. La rabbia dei parenti era incontenibile, lacrime e urla disperate hanno fatto da preludio a proteste e denunce formali. I vertici dell’Ama, l’azienda rifiuti famosa per lo scandalo di Parentopoli, che gestisce anche i cimiteri, hanno rilasciato questo comunicato: “Il 21 aprile una grave inadempienza delle procedure di controllo ha fatto sì che venisse avviata a cremazione la salma errata. Si è trattato di errore umano, in quanto gli operai in servizio hanno controllato la tabella con il nome e cognome, senza verificare la data di nascita. C’è costernazione e indignazione per l’accaduto. L’azienda sarà inflessibile nel perseguire i responsabili della colpevole negligenza, nei confronti dei quali è stato avviato procedimento disciplinare, mentre una specifica commissione è al lavoro per rivedere le procedure previste”.

F.B.