“La memoria del sangue”: recensione

9788898562947Prendete un segreto sepolto nel passato, un po’ di retrogusto alla revenge movie, un’atmosfera di azione e per finire una profonda disamina psicologica.

Ecco l’impasto de La memoria del sangue di Rosaria Russo che narra la storia di Stella, una donna che ritorna a Portici dopo aver vissuto a Londra per sei anni e essersi affermata come traduttrice letteraria. Ma qualcosa non torna… dopo aver messo piede in Italia, tre bambini vengono rinvenuti morti.

Sono stati barbaramente uccisi e risvegliano l’istinto da investigatrice che aveva sepolto, ma che fa parte degli anni trascorsi in Polizia. Il punto è che i delitti hanno dei forti legami con l’ultimo romanzo che sta traducendo e ben presto la curiosità si trasformerà in ossessione. Così, Stella per riuscire a risolvere l’enigma che non le dà pace, cercherà di guardarsi dentro e di affrontare i fantasmi del passato.

Nel tentativo di comprendere l’identità del misterioso autore, di cui non si trovano notizie neanche on-line, Stella capirà che c’è qualcosa di più intimo che dovrà scandagliare, anche perché la sua tenera nipotina Fiona ha iniziato a ritrarre dei disegni piuttosto allucinanti, che inspiegabilmente sono collegati al libro che sta traducendo e agli omicidi.

Sono soltanto coincidenze o forse la piccola Fiona ha dei poteri medianici? E cosa c’entra con tutta questa storia il diario segreto di sua madre? Chi ha lasciato il carillon che aveva perso tempo fa davanti alla sua porta? E chi è lo scrittore che parla di vendetta, di orfanotrofi e di tanta sofferenza?

A queste e ad altre mille domande, Stella proverà a rispondere, cercando soprattutto di mettere insieme i tasselli di un puzzle alquanto enigmatico e disturbante.

Ed è in questo stato di tensione che la storia si dipana, con un ritmo serrato e dialoghi efficaci, e che il lettore giunge verso un finale non scevro di colpi di scena.

Ecco perché, in definitiva, La memoria del sangue si configura come una lettura scorrevole, cupa e avvincente, consigliata soprattutto agli amanti dei gialli dalle sfumature inquietanti, dark, ondivaghe e surreali.

Silvia Casini

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