“Stava morendo, usciva una fontana di sangue..ahahaha”

Gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria (Web)
Gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria (Web)

Risate a crepapelle parlando di donne con l’utero lacerato, mamme morte dissanguate, errori clamorosi che hanno provocato aborti, uccisioni deliberate di feti. Sembra uno dei più truci film dell’orrore mai visti e invece stiamo parlando dell’ennesimo caso di malasanità italiano che questa volta coinvolge Reggio Calabria. Il primario del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Riuniti, Alessandro Tripodi, dopo aver fatto morire per gravissime negligenze un neonato (chiamato poi Domenico) ride spiegando alla moglie di aver spento il cellulare per non sentire le lamentele dei colleghi: “E’ morto un bambino e io ho spento il cellulare apposta, sennò il collega mi avrebbe chiamato in continuazione ah ah ah”. Le indagini sono scattate nel 2010, quando i militari delle Fiamme gialle, investigando su una morte sospetta, sono riusciti a documentare i numeri dell’orrore: due neonati deceduti per la superficialità dei sanitari, un altro con danni cerebrali permanenti, un numero altissimo di mamme con lesioni all’utero e di altro tipo. E poi l’aggravante vergognosa delle risate sulle morti dei bimbi, sugli aborti, sulle mamme lacerate in fin di vita. Alessandro Tripodi arrestato insieme a Pasquale Vadalà, ex primario dell’unità operativa, Filippo Luigi Saccà e Daniela Manunzio, commenta così l’ennesimo orrore medico consumato dai suoi colleghi ai danni di una partoriente.  “Immagino il dottor Timpano – sghignazza – ha fatto danni, poi ha concluso l’opera”, e ancora risate a squarciagola. Trova molto divertente la cosa anche l’infermiera: ”Mamma che scempio, povera chi ci capita”.

E tra le vittime anche la sorella di Tripodi, fatta abortire senza che lo sapesse. Il fratello temeva che il feto avesse una malattia cromosomica così ha deciso a tavolino con la complicità dei colleghi di farla abortire. Ecco le intercettazioni a riguardo, mentre Tripodi dà istruzioni al collega: “Senza dirle un cazzo, le metto il Cervidil e le spiego che sospendiamo la flebo. Senza che ti veda nessuno, le metti  tre fiale di Sint, così si sbriga ad abortire”.

F.B.