Abbonamenti al bus, si cambia per “rispetto ai transessuali”

Autobus a Roma (Paolo Bruno/Getty Images)
Autobus a Roma (Paolo Bruno/Getty Images)

“I trasporti pubblici devono essere accessibili a tutti. Noi abbiamo sempre lottato per l’uguaglianza dei diritti e questa misura concreta ne è la prova. Noi andiamo oltre le parole, noi agiamo. È una decisione importante, in questa settimana del Gay Pride”, sono queste le parole con le quali il ministro dei trasporti della Regione capitale di Bruxelles, il socialista fiammingo Pascal Smet, ha annunciato l’iniziativa. In sostanza d’ora in poi non sarà più obbligatorio mettere i veri dati anagrafici sul tesserino dell’abbonamento ai mezzi pubblici, ma vi si potrà scrivere un nome a piacere. Si tratta di un’iniziativa volta ad evitare momenti di imbarazzo o difficoltà per i transessuali e i transgender che potrebbero trovarsi con una tessera riportante un nome da uomo ed essere donne o viceversa. Il ministro si è detto “soddisfatto di vedere che la Stib (la principale azienda di trasporto pubblico della capitale belga) evolve tenendo conto dei transgender”. L’iniziativa, che sarà proposta a tutte le compagnie di trasporto pubblico operanti in belgio comprese le fiamminghe Tec e De Lijn e le ferrovie Sncb, sta destando qualche perplessità tra chi ritiene che in un Paese recentemente martoriato da attentati terroristici, avere abbonamenti ai mezzi pubblici senza obbligo di nome reale possa dare una mano a chi avesse cattive intenzioni.

F.B.