Concessa la proroga a Latorre, ma per la Farnesina non decide l’India

Massimiliano Latorre (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
Massimiliano Latorre (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

La Corte suprema dell’India, al termine dell’udienza odierna, ha deciso di consentire la permanenza in Italia di Massimiliano Latorre, il fuciliere di Marina accusato insieme a Salvatore Girone di aver ucciso dei pescatori scambiati per pirati nel golfo di Kerala, fino al 30 settembre del 2016. Si tratta dell’ennesima proroga di una vicenda infinita, che va ormai avanti da oltre quattro anni. Da più parti e in diverse occasioni, sono state portate prove dell’innocenza dei due marò: in particolare, il perito Luigi Di Stefano, intervistato dal quotidiano ‘Libero’, aveva spiegato che i colpi mortali che uccisero i pescatori indiani sarebbero partiti da un’altra nave, la greca Olympic Flair, e non dall’Enrico Leixe.

Da parte sua, la Farnesina ha spiegato che rimane “sospesa e senza valenza giuridica la giurisdizione indiana” sul caso dei marò, dopo la decisione del Tribunale del Diritto del Mare. L’Italia “conferma di riconoscersi infatti nell’Ordine del Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare del 24 agosto 2015, che aveva stabilito la sospensione da parte di India e Italia di tutti i procedimenti giudiziari interni fino alla conclusione del percorso arbitrale avviato dal Governo nel giugno dello scorso anno”. In più occasioni, massima vicinanza a Massimiliano Latorre e al suo collega Girone è stata espressa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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GM