Morte di Fortuna, le amichette hanno rotto il muro di silenzio

Fortuna Loffredo (Web)
Fortuna Loffredo (Web)

Dopo la svolta nel giallo della morte della piccola Fortuna Loffredo, gettata nel vuoto dall’ottavo piano del palazzo dove abitava il 24 giugno 2014, che ha visto finire in manette il 43enne Raimondo Caputo, convivente della madre dell’amica del cuore della bambina, emergono dettagli inquietanti sulla vicenda. L’elemento che più fa inorridire, oltre al modo in cui Caputo ha abusato e poi ucciso la piccolina, è l’omertà dei tanti vicini di casa che sapevano e hanno sempre taciuto su tutto, sia sulle violenze sia sull’omicidio. Determinanti infatti nella risoluzione del giallo sono state le testimonianze dei bambini e non degli adulti omertosi. Le amichette della povera vittima hanno messo gli investigatori sulla giusta strada con le loro parole e i loro disegni, una volta allontanate dai magistrati dal degrado familiare in cui vivevano. Grazie a loro è stato scoperto l’orco, Raimondo Caputo che già si trovava in carcere per abusi sessuali ai danni di un’altra bimba di tre anni, figlia della sua compagna. In particolare è stata decisiva la testimonianza di un’amichetta di Chicca (così era chiamata la povera Fortuna), lo scorso mese di marzo, nella casa famiglia dove, insieme alle sorelline, era stata trasferita dopo l’allontanamento dalla mamma (anche lei accusata di violenza sessuale in concorso) e dal convivente di quest’ultima. “Raimondo e Chicca sono saliti all’ottavo piano, lui l’ha violentata, lei dava calci, poi l’ha buttata giù” queste le parole dure come pietre che insieme ad alcuni disegni che descrivevano la scena hanno fatto luce sull’episodio.

Tra l’altro l’indagine ha fatto emergere una realtà terribile che riguardava in pratica tutto il Parco Verde di Caivano. Il condominio era un vero e proprio teatro degli orrori dove oltre alla violenza sessuale subita da Fortuna e al suo omicidio, c’erano stati anche altri quattro minori dello stesso vittime di violenze, tanto che tra le fine del 2014 e l’inizio del 2015 un’altra coppia di inquilini era finita agli arresti per pedofilia.