Deposito in fiamme, la rabbia del sindaco contro i rom

Pompieri alle prese con un incendio (MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)
Pompieri alle prese con un incendio (MARIO LAPORTA/AFP/Getty Images)

La rabbia contro i rom è esplosa in tutta la sua violenza l’altro pomeriggio a Calalzo di Cadore, nel bellunese, dopo che un deposito attrezzi di proprietà di Rfi, Rete ferroviaria italiana, vicino agli ex dormitori, locale incustodito e aperto, è andato in fiamme. A innescare la scintilla della rabbia è stato il sindaco del paese, Luca De Carlo, che ha individuato i colpevoli in chi bivacca nel deposito e ha quindi scritto su Facebook: “Un grazie agli amici rom che hanno dato fuoco ad uno degli stabili della stazione”.

Così, il primo cittadino ha innescato un meccanismo fatto di decine di commenti con immagini di “ruspe” e altro. A evitare che le fiamme si propagassero, sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di Calalzo che hanno spento l’incendio nella baracca-deposito di 12 metri quadri circa. Il sindaco ha poi rilanciato, firmando un accordo con Rfi e Cooperativa sociale Cadore: “Dopo l’accordo che ha portato alla chiusura notturna della stazione, avevo ‘annunciato’ che accattoni, mendicanti e senza tetto che prima vi bivaccavano si sarebbero spostati negli altri stabili di Rfi. E così è accaduto. Stiamo parlando delle stesse persone che vivono di accattonaggio, spesso anche prepotente, nei due supermercati che abbiamo in zona. E giovedì pomeriggio, come se non bastasse, l’incendio”.

De Carlo ha avuto una conversazione telefonica con Carlo De Giuseppe, direttore territoriale di Rfi: “Un tecnico si metterà in brevissimo tempo in contatto con i miei uffici. In pratica, gli stabili di proprietà di Rfi più piccoli e inutili verranno rasi al suolo. Per gli altri, quelli più grandi, si procederà a delle operazioni per evitare che continuino a essere usati come bivacchi. Il garage ora aperto, nello specifico, verrà transennato. Sarà chiuso anche l’edificio a ridosso del dormitorio (che ora non è più di Rfi, ma è stato venduto). Lo stabile dove c’è stato il rogo verrà demolito”. Infine il sindaco lancia un “appello ai cittadini è sempre lo stesso: non far loro l’elemosina. Questa è solo un finto buonismo che finisce con il creare problemi”.

GM