Parla Frauke Petry, l’antagonista di Angela Merkel

Frauke Petry (Sean Gallup/Getty Images)
Frauke Petry (Sean Gallup/Getty Images)

Frauke Petry è la leader di Alternative für Deutschland (AfD), un partito politico tedesco conservatore ed euroscettico fondato nel febbraio del 2013, che nel giro di appena due anni ha ottenuto risultati importanti in termini elettorali e alle Europee dello scorso anno ha conquistato il 7% dei consensi, corrispondenti a sette seggi. In un’intervista ha spiegato il suo modello di Germania, che si contrappone a quello della Cancelliera Angela Merkel.

“La Germania è la nazione più grande nel mezzo dell’Europa ed è anche la più popolosa” – sottolinea Frauke Petry – “Soltanto per queste ragioni, la responsabilità tedesca è molto elevata e soluzioni autonome di singoli Stati sul tema in discussione non dovrebbero essere possibili. Come abbiamo potuto vedere nei mesi scorsi, proprio sul fronte della politica migratoria, la cancelliera Angela Merkel ha più volte preso decisioni in modo del tutto autonomo. Gli altri Stati dell’Unione europea, anche se con ritardo, lo hanno capito e si sono resi conto che la difesa dei confini significa, invece, tutela della democrazia e salvaguardia della libertà dei diritti dei cittadini. Anche il Governo federale, di conseguenza, dovrebbe reagire”.

In realtà, secondo la leader AfD “avrebbe dovuto già essere il motore di una politica integrata in materia di asilo che tenesse conto degli estesi interessi in gioco. Invece non si è assunto alcuna responsabilità, vende il suo operato come un proprio successo e nel tentativo di risolvere il nodo dei migranti si mette a trattare con un Governo tutt’altro che democratico come quello della Turchia firmando un accordo che, secondo me, non porterà a nessun risultato concreto. La cancelliera si sta comportando in modo irresponsabile”, spiega dunque Frauke Petry.

L’opinione sull’Islam

Quindi sull’Islam: “Siamo favorevoli al rispetto della libertà dell’espressione religiosa, così come prevede la nostra Costituzione. Per libertà di culto, intendiamo però ciò che rispetta fino in fondo gli assodati principi comportamentali della nostra cultura mitteleuropea, così come tutti li conosciamo – che siano di estrazione cristiano-cattolica, evangelica o protestante – mentre vi sono correnti dell’Islam che sono estranee a questo genere di approccio, aperto e condiviso. Mi riferisco per esempio al wahabismo, che si oppone ai principi di libertà della persona racchiusi nella nostra Costituzione e che è anche antitetico ai dettami democratici di altri Stati europei (non solo della Germania), perché non rispetta i diritti delle donne – promuove per esempio i matrimoni forzati – è intollerante verso le minoranze o verso le altre religioni”.

“Va naturalmente detto che ci sono musulmani che si sono liberati e distanziati da questa ideologia superata, i quali, però, spesso vengono definiti ‘non credenti’ dalle loro stesse guide spirituali” – sostiene Frauke Petry – “In Germania è in atto una guerra tra diverse correnti musulmane, alcune delle quali sono per una religione più aperta, le altre per una chiusura. Un fatto eclatante, in questo senso, si è palesato ancora una volta, di recente, con la pubblicazione di un libro da parte di una giovane scrittrice marocchina in Germania, risultato inviso ad un’organizzazione islamica, che in un tribunale ha chiesto e ottenuto che una parte della sua opera venisse cambiata. E ciò è accaduto in un Paese democratico come il nostro, da sempre aperto verso chi la pensa diversamente e fondato sulla libertà di pensiero. Chi non capisce i rischi a cui si va incontro restando impassibili verso questa ideologia anticostituzionale, peraltro soggetta a continui mutamenti in senso più estremista con la progressiva islamizzazione della società dall’estero (sia per l’aumento dei migranti musulmani, sia per l’arrivo di imam radicali), non vive più nella realtà”.

Draghi e la Merkel

Duro il giudizio sulla Bce guidata da Mario Draghi: “Non è un organismo indipendente, secondariamente Schäuble ha grosse responsabilità nella politica monetaria promossa da Mario Draghi, tanto che negli ultimi anni è stato il primo a sostenerla. I tassi così bassi sono fatali per la Germania e anche per l’Europa, forse non così tanto per le nazioni indebitate. In questo modo, però, si distruggono in modo massiccio i patrimoni dei risparmiatori e dei contribuenti. L’Adf è fortemente contraria a questa politica, vorremmo cambiare questa tendenza”.

Infine un duro attacco alle politiche della Merkel sull’immigrazione: “Sembrerebbe che la signora Merkel, in un primo tempo, abbia maturato una propria convizione autonomamente, senza condividerla con nessuno. Forse, poi, ha anche confuso la situazione – ben diversa – che si era creata all’interno dei nostri confini nel 1989 con il crollo della DDR, con i flussi dell’emigrazione mediorientale diretti verso l’Europa, che però, sono tutt’altra cosa. Resta un’ipotesi, naturalmente. Fatto sta che la sua decisione di spalancare le porte a un milione di migranti, come ha fatto, è stata presa in modo antidemocratico, contro il volere dei proprio popolo e contro la volontà di numerosissimi altri cittadini europei. In questo senso non è nemmeno più importante perché la cancelliera abbia preso questa decisione, è un fatto che è stato un enorme errore”.

GM