Il sindaco denuncia: “I profughi? Preferiscono non fare nulla”

Patrizia Calza (foto dal web)
Patrizia Calza (foto dal web)

“Le regole sull’immigrazione vanno cambiate. Noi abbiamo il dovere di accogliere chi ha bisogno, ci mancherebbe. Ma loro, se sono nelle condizioni di farlo, hanno il dovere di restituire qualcosa a chi li ha accolti. E se si rifiutano di farlo devono essere rispediti a casa”, queste le parole riferite in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ dal sindaco di Gragnano Trebbiense e vicepresidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Calza. Nel suo comune, vengono ospitati da novembre 2015 circa 20 cittadini pachistani, che hanno vitto gratuito, alloggio in appartamenti ristrutturati e il pocket money da circa 75 euro al mese.

Il primo cittadino lamenta: “Abbiamo chiesto se volevano fare un po’ di volontariato. Tagliare l’erba nei giardini pubblici, pulire le ciclabili oppure i pozzetti che si intasano sempre. Piccole cose per un paio d’ore al giorno con regolare assicurazione e tutto. All’inizio hanno detto tutti di sì, adesso sono rimasti in quattro disposti a lavorare. Ai miei studenti dico di studiare e di impegnarsi per poi cercare un lavoro. E poi in paese abbiamo chi fa il mantenuto. Non è educativo”.

Nel frattempo, a fare volontariato è rimasto soltanto uno dei profughi che fanno parte del progetto di accoglienza, mentre lo stesso sindaco ammette che i pachistani preferiscono altre occupazioni: “Mi dicono che alcuni preferiscono distribuire i volantini. Prendono dieci euro l’ora. Gli altri, semplicemente, non vogliono fare nulla. E non li possiamo obbligare, purtroppo”.

 

GM