Altri bambini vittime di violenza come la piccola Fortuna

Iniziative per ricordare la piccola Fortuna (foto dal web)
Iniziative per ricordare la piccola Fortuna (foto dal web)

Altri bambini, come la piccola Fortuna Loffredo, morta al Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, sarebbero stati vittime di violenze in quello che è già stato ribattezzato “il condominio degli orrori”. Dopo l’arresto di Raimondo Caputo, accusato di essere l’assassino della bimba, sembra dunque sgretolarsi quel muro di silenzi e omertà che si era eretto nel condominio e sono sempre più quelli disposti a parlare. L’inchiesta ora si potrebbe allargare ad altri inquilini del palazzo e si parla di almeno cinque casi di bambini che hanno subito violenza.

Come noto, determinanti nella risoluzione del giallo sono state le testimonianze dei bambini e non degli adulti omertosi. In particolare, c’è la testimonianza di un’amichetta della piccola Fortuna, ma anche quella di una delle tre figliastre di Raimondo Caputo, che ha raccontato come il patrigno “voleva violentarla, ma Chicca non voleva e gli tirava i calci. Allora lui l’ha presa in braccio e l’ha buttata giù. Era presente anche mia madre che poi mi ha detto che dovevo tenere il segreto”.

Raimondo Caputo è già in carcere per abusi sessuali, mentre la sua compagna è da mesi ai domiciliari per concorso in abusi sessuali ai danni di una delle tre figlie, poiché avrebbe sempre assistito al violenze del convivente senza denunciare nulla. C’è poi la coppia arrestata a novembre, quando indagando sulla morte della piccola Fortuna, i carabinieri della Compagnia di Casoria, in provincia di Napoli, hanno scoperto un’altra storia di violenza, avvenuta in un ambiente familiare.

In manette erano finiti una coppia di conviventi, con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti della loro figlia di tre anni. Secondo gli inquirenti, il padre della bambina avrebbe abusato più volte di lei, mentre la madre – pur consapevole di quanto avveniva – non ha mai denunciato questi comportamenti, facendo così in modo che quelle violenze proseguissero. Infine, due inquiline del Parco Verde di Caivano risultano indagate dalla Procura di Napoli Nord per l’ipotesi di reato di false dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria.

Una di loro avrebbe raccolto e poi buttato via la scarpa che la piccola Fortuna ha perso dopo essere stata uccisa. Emerge nell’intercettazione ambientale in cui la donna dice al figlio: “L’ho buttata io la scarpa, non lo voglio dire a nessun ‘u fatt ra scarpetella’, perché qua sono venute le guardie”. In questa torbida vicenda c’è poi un’altra morte sospetta, quella di Antonio Giglio, un altro bambino di 3 anni, deceduto sempre per una caduta accidentale dal balcone.

GM