“Se vuoi vivere devi prostituirti”, incubo per una 27enne

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Inquietante e triste vicenda accaduta a Poggibonsi in provincia di Siena. Tutto inizia in Albania dove un uomo di 37 anni, operaio edile residente in Italia da molto tempo, si reca e incontra la giovane 27enne. L’uomo convince la giovane e la sua famiglia che in Italia ci sia pronto per lei un lavoro. La ragazza spinta anche dal suo fidanzato si convince che sia la scelta giusta e, una volta raccolti i soldi, arriva nel nostro Paese. Qui per lei inizia un vero e proprio incubo.

La giovane infatti viene segregata dal connazionale che le toglie con la forza tutti i documenti, i soldi e i pochi averi e la getta in uno scantinato. Per un lungo periodo poi la maltratta e la sevizia in ogni modo al fine di convincerla a fare quello che lui aveva sempre avuto in mente. “Se vuoi vivere devi prostituirti” le dice chiaramente. Nessuna via d’uscita. Lei però è tenace e non cede nonostante le continue violenze e privazioni. Poi un giorno accade qualcosa. L’uomo perde dalle proprie tasche il cellulare e la povera vittima riesce a telefonare alla sorella che vive a Grosseto. Le spiega di trovarsi in una casa isolata vicino Poggibonsi e di essere stata sequestrata. In quel momento però il suo carceriere si rende conto di quello che sta accadendo e le strappa il cellulare di mano chiudendo la chiamata. Quella breve conversazione però è bastata. La sorella chiama i carabinieri e spiega la situazione. I militari dell’Arma hanno parecchie difficoltà ad individuare il luogo esatto in cui si trova la giovane, ma vengono aiutati da una chiamata notturna di una persona che si lamenta delle urla dei vicini. Sono le grida d’aiuto della donna. A quel punto il blitz è immediato. L’uomo viene arrestato e condotto in caserma. Dopo le formalità di rito viene trasferito presso il carcere di Siena con l’accusa di sequestro di persona e lesioni personali. La ventisettenne invece, dopo essere stata curata per le numerose lesioni subite, è stata affidata alle cure della sorella.

F.B.