Alla guida del bus di ragazzini in gita, ma non ha la patente

(Dan Kitwood/Getty Images)
(Dan Kitwood/Getty Images)

Avrebbe dovuto trasportare 50 bambini – tra gli 8 ei 10 anni – da Bareggio in provincia di Milano a Brescia, in una gita organizzata dall’oratorio, ma un 34enne, figlio della proprietaria di una società di trasporti di Boffalora sopra Ticino, non è mai partito, bloccato dalla polizia di Pero-Rho per un motivo che lascia davvero senza parole: il giovane era senza patente e con un pullman senza revisione. A permettere agli agenti di scoprire quanto stesse accadendo, alcuni genitori, i quali nutrivano dubbi sull’efficienza dei pullman.

Spiega la polizia in una nota: “Oltre che senza patente di guida, l’uomo era senza carta di circolazione e senza l’autorizzazione al trasporto di persone”. Da un successivo controllo alla Bo.Ma., l’azienda sotto accusa per questa vicenda, altri quattro autobus sono risultati non a norma, “tre avevano la revisione scaduta da 5 anni e uno con la revisione falsa”. La mamma del giovane e titolare dell’impresa, una sessantenne, è ora indagata per il reato di falso in pubblico.

Dopo l’incidente di Tarragona, l’ennesimo episodio che avviene in Italia e che ha a che fare con la sicurezza degli autobus: qualche giorno fa, un mezzo che transitava sulla provinciale Montelanico-Segni 60B con a bordo studenti delle medie e superiori di Segni, comune alle porte di Roma, ha preso improvvisamente fuoco. In precedenza si era verificato un maxi tamponamento avvenuto il 27 aprile sull’A1 nella galleria Ceretolo, all’altezza del km 196, in cui sono rimasti coinvolti due autobus, sui quali viaggiavano ragazzi di 14-15 anni, due autoarticolati e una bisarca.

GM