La madre all’amichetta di Fortuna: “Tu devi tacere”

I funerali della piccola Fortuna (foto dal web)
I funerali della piccola Fortuna (foto dal web)

La tragedia della piccola Fortuna Loffredo, morta nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, finisce a ‘Chi l’ha visto?’. La trasmissione di Raitre dedicata alle persone scomparse ha infatti fatto sentire alcune intercettazioni ambientali tra l’inquilina del piano di sopra del palazzo dove è stata uccisa Fortuna, e la figlia, amichetta della bimba di sei anni scomparsa tragicamente. La madre si raccomanda di non dire nulla del fatto che era stata a casa loro quel giorno prima di essere assassinata.

“E se Chicca porta spia?”, chiede la piccola, che si sente rispondere in maniera secca dalla madre: “Chicca è morta”. Quindi l’ormai nota frase detta dalla bambina: “Se andavo pure io mi uccideva pure a me”. Come noto, per quella morte, che in un primo momento venne ritenuta dovuta a una caduta accidentale, è finito in manette il 43enne Raimondo Caputo, convivente della madre della migliore amica di Fortuna. Soltanto la testimonianza della bambina e di altri piccoli che hanno vissuto nel “condominio degli orrori” ha portato a scoprire la verità.

Continue erano le minacce e gli inviti al silenzio degli adulti: “Non parlare troppo, questi mettono le microspie”, oppure “Non imbrogliarti con la bocca… Io non so niente, così devi dire”. Ma l’amichetta di Fortuna Loffredo a un certo punto rompe il silenzio e gli psicologi hanno potuto scoprire la verità. La piccola ha raccontato di aver anche lei subito abusi da parte di Raimondo Caputo, poi dopo la confessione ha riportato sul suo diario segreto: “Finalmente ho detto la verità, sono più felice, lui deve pagare per quello che ho fatto”.

GM