Non cede il muro di omertà sul caso della piccola Fortuna

Fortuna Loffredo (foto dal web)
Fortuna Loffredo (foto dal web)

Una delle inquiline che abita nel palazzo da dove è caduta la piccola Fortuna Loffredo, morta nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, intervistata da ‘Chi l’ha visto?’, che ieri si è occupata del caso, ha sostenuto: “L’ingresso al terrazzo è sempre chiuso col catenaccio. Qui non è salito nessuno”. L’inviato della trasmissione di Raitre, Gianloreto Carbone, decide di incalzarla: “Signora, questa è la porta di casa sua, ok? Quello è l’ingresso del terrazzo, sta là a tre metri”.

Il giornalista porta poi la signora proprio sul terrazzo e le dice: “Signora, secondo i magistrati i fatti sono accaduti proprio qui, lei come fa a non vedere e non sentire?”. La signora risponde: “In quel momento ero diventata cieca e sorda, che le devo dire?”. Poi aggiunge in dialetto napoletano: “Non è successo nulla da nessuna parte, perché qui non è salito nessuno. Ditelo pure ai magistrati e che mi portino in galera”. Un’altra voce fuori campo ribadisce: “Qui è sempre chiuso. Ribadisco che qui è sempre chiuso”.

Dunque, nonostante si stia sgretolando il muro di omertà nel cosiddetto “condominio degli orrori”, in tanti preferiscono non parlare di quanto accaduto. Come noto, determinanti nella risoluzione del giallo sono state le testimonianze dei bambini e non degli adulti omertosi. In particolare, c’è la testimonianza di un’amichetta della piccola Fortuna, ma anche quella di una delle tre figliastre di Raimondo Caputo.

GM