Nuove concessioni a Doina Matei, “ma non usi Facebook”

Doina Matei (foto dal web)
Doina Matei (foto dal web)

Doina Matei, la ragazza romena che il 26 aprile del 2007, al culmine di una lite, uccise Vanessa Russo, 23 anni, infilandole un ombrello in un occhio nella metropolitana della stazione Termini di Roma, è di nuovo in semilibertà. La decisione è stata presa poco fa dal tribunale di sorveglianza di Venezia. Unico vincolo applicato è quello del divieto all’uso dei social network. Nei giorni scorsi, il Pg a nome dell’accusa ha dato il suo nullaosta alla revoca della sospensione della semilibertà.

“Non sapevo di non poter usare Facebook e l’ho fatto per contattare i miei figli senza urtare alcuna sensibilità. Non userò più i social” aveva detto Doina davanti al giudice, mentre il suo avvocato, Nino Marazzita, aveva sottolineato che il giudice ha detto che il comportamento di Matei “non è un vulnus che interrompe il processo educativo” e che quindi può tornare libera. Nelle scorse settimane, dopo la pubblicazione di una foto su Facebook che la ritrae in costume da bagno e che aveva suscitato molte polemiche, il magistrato di Sorveglianza di Venezia, Vincenzo Semeraro, aveva deciso di revocare il regime di semilibertà.

Giuseppe e Rita, i genitori di Vanessa Russo, avevano commentato la concessione della semilibertà, spiegando: “Quando abbiamo visto quelle foto. Quando l’abbiamo vista ridere in bikini al mare. O col pollice alzato in segno di vittoria, di libertà, ci è arrivata una coltellata al cuore”. Di diverso parere Carlo Testa Piccolomini, l’altro legale di Doina Matei: “Si può parlare di un caso in cui il carcere ha lavorato al reinserimento nella società del condannato. Mi stupisce molto, infatti, la ragione dell’interesse mediatico, nel senso che ho visto dei commenti inappropriati”.

GM