“Da tre anni cerco la verità sulla morte di mio figlio Antonio”

Una foto di Antonio Giglio (ritaglio video)
Una foto di Antonio Giglio (ritaglio video)

Parla Gennaro Giglio, padre di Antonio, un altro bambino di 3 anni, deceduto per quella che è stata a lungo ritenuta una caduta accidentale dal balcone, proprio come la piccola Fortuna Loffredo, morta nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014. L’uomo ha sottolineato in un’intervista al ‘Mattino’: “Voglio solo sapere la verità, voglio giustizia per mio figlio e se qualcuno continua ad agire indisturbato in quel palazzo e fa male ad altri bambini deve essere fermato dai carabinieri”.

Il genitore dice di aver sempre avuto la volontà di scoprire la verità sulla morte del figlio: “Ho chiesto quel giorno stesso che su Antonio venisse fatta l’autopsia, ma mi fu risposto che era inutile straziare il suo corpicino, già dilaniato dalle ferite dovute alla caduta. In quel momento ero frastornato, mi sembrava un incubo e poi la mia ex moglie e la sua famiglia mi hanno estromesso da tutto. Pensate che mi è proibito anche andare sulla tomba di Antonio al cimitero e piangere per lui”.

Quindi Gennaro Giglio attacca l’ex moglie Marianna Fabozzi: “Sia lei che sua madre si sono sempre rifiutate di darmi spiegazioni, come se non avessi il diritto di sapere, come se Antonio non fosse stato anche mio figlio. Pensate che quando il bambino è caduto io non lo vedevo da una settimana e mi negavano anche di incontrare le mie bambine. Marianna e i suoi fratelli quel giorno mi aggredirono, mi minacciarono di morte, mi dissero di non fare domande e di non avvicinarmi alla loro casa. Io già vivevo qui ad Afragola con i miei genitori ma avrei voluto avere incontri con i miei figli, me lo hanno sempre proibito con minacce e percosse”.

“Non credo sia stato lei a ucciderlo”

L’uomo sottolinea però di non credere nella tesi che sia stata la Fabozzi a spingere nel vuoto il figlio: “Lei mi odia ma non so se possa essere arrivata a tanto, forse si è solo distratta in quel momento, la verità la sa solo lei ma a questo punto deve dirla e tutte le persone che sanno qualcosa sulla morte del mio bambino debbono passarsi una mano sulla coscienza e andare a dire tutta la verità”. Gennaro Giglio chiosa: “Mi sono affidato all’avvocato Angelo Pisani perché mi aiuti e supporti me e la mia famiglia in questo momento così difficile. Siamo frastornati e non riusciamo a sopportare l’idea che ci siano persone capaci di fare così tanto male a bambini indifesi. Ci sembra un incubo”.

Intanto dalla Procura di Napoli smentiscono che nelle scorse ore sia stata chiesta la riesumazione dei resti del suo corpicino. Per gli inquirenti, al momento non ci sono elementi tali per un passo del genere. Antonio Giglio morì il 27 aprile 2013, praticamente 14 mesi prima di Fortuna Loffredo. Sua madre, attuale compagna di Raimondo Caputo, ritiene che il figlio sarebbe caduto nel vuoto perché “vedendo l’elicottero dei Carabinieri si era sporto eccessivamente”.

 

GM