“Perdonami”, e si lancia sotto un treno

Frecciabianca (CC-BY-SA-3.0)
Frecciabianca (CC-BY-SA-3.0)

Nelle stesse ore in cui un trentenne di Ostra è stato travolto e ucciso alla stazione di Fano da un treno, un Frecciabianca diretto a Lecce, contro il quale sembrerebbe essersi lanciato, un ragazzo di 19 anni si è suicidato sotto un altro Frecciabianca, un Milano-Lecce, nei pressi di Bari-Palese, a nord del capoluogo pugliese. Prima di uccidersi, il ragazzo, omosessuale dichiarato, aveva avuto uno scambio di sms col fidanzato, a cui scriveva: “Cucciolo Ti amo Perdonami Ti amo”. Il giovane prova a chiedere perché, ma non trova alcuna risposta.

Secondo quanto si apprende, il giovane, in orfanotrofio fino a 8 anni e poi adottato da una coppia di professionisti baresi, avrebbe avuto dei dissidi riguardanti la propria omosessualità proprio coi genitori adottivi. La scorsa estate, grazie a Facebook, ritrova poi la madre naturale e la sorella. Il rapporto con chi lo ha adottato resta travagliato: qualche tempo fa, si sarebbe rivolto perfino ai servizi sociali e ai carabinieri per denunciare alcuni episodi di maltrattamento.

Inoltre avrebbe inviato agli amici intimi alcune fotografie, in cui mostrava segni di percosse al viso, e file audio in cui si sentono chiaramente le urla contro di lui dei genitori adottivi. Avrebbe invece trovato conforto in quel ragazzo che diceva di amare, come spiega una sua docente: “Era felice. So che viveva con naturalezza il rapporto affettivo con un ragazzo”. I genitori adottivi, però, non si rassegnano all’ipotesi che si sia ucciso e dall’obitorio dove lo hanno vegliato nelle scorse ore si dicono convinti che la morte sia dovuta ad un tragico incidente per distrazione.

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GM