Violenta la figlia per dieci anni: sarà processato

(Spencer Platt/Getty Images)
(Spencer Platt/Getty Images)

Verrà processato un operaio 44enne dell’hinterland anconetano, accusato di aver abusato per un decennio della figlia, difesa dall’avvocato Marina Magistrelli, che poi una volta divenuta maggiorenne è poi scappata di casa. Nei fascicoli dell’inchiesta, condotta dal pm Serena Bizzarri, emergono violenze risalenti al 2001 , quando la giovane vittima aveva appena otto anni, perpetratesi appunto per un decennio. L’accusa ritiene che ogni mattina, mentre la mamma era assente, il padre abusava della figlia, poi, come se nulla fosse, la accompagnava a scuola. “Se parli ammazzo la mamma e poi mi ammazzo io”, erano le continue minacce del genitore.

Il padre della ragazzina, secondo quanto emerso, l’avrebbe più volte colpita alla pancia per scongiurare l’ipotesi che potesse restare incinta: per tale ragione, è ora accusato non solo di violenza sessuale pluriaggravata, ma anche di maltrattamenti in famiglia. Il pm, stando alle testimonianze della figlia del padre-orco, ipotizza che le violenze siano avvenute a giorni alterni fino al compimento dei 15 anni, poi si siano dilatate. Divenuta maggiorenne, la ragazza è scappata di casa, ma non è riuscita a dimenticare l’orrore, così ha deciso di contattare una zia e di raccontare tutto: così l’uomo è stato arrestato a gennaio.

La difesa del presunto padre-orco, rappresentata dall’avvocato Alessia Bartolini, dà però un’altra versione dei fatti: la ragazza si sarebbe infatti inventata tutto per gettare fango su quel genitore con il quale aveva un rapporto altamente conflittuale. In particolare, spiega il legale dell’uomo, la giovane avrebbe deciso di rivalersi sul padre dopo che questi le avrebbe negato i soldi per l’ennesimo viaggio all’estero. Inoltre, non ci sarebbero tracce di violenza rilevate da alcun testimone e infine nessuno in famiglia si sarebbe accorto di un decennio di continue sevizie sessuali.

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GM