Anna morta in uno schianto: maxi risarcimento alla famiglia

Anna Milanino ( foto dal web)
Anna Milanino ( foto dal web)

Anna era una ragazza di soli 33 anni, che una mattina calda del luglio 2013 ha perso la vita mentre si dirigeva a lavoro a Mortara, nel cuore della Lomellina, in provincia di Pavia. Quel tragico giorno, che ha sconvolto l’intera comunità di Robbio,  il furgone non si è fermato allo stop provocando uno schianto inevitabile, mortale. I famigliari della donna avranno un maxi risarcimento che non colmerà il grande vuoto che ha lasciato la loro amata. La cifra potrebbe arrivare a 700mila euro: “È in corso una trattativa per la definizione della cifra – dice l’avvocato  della famiglia  Piero Ferrari – In ogni caso, Anna Milanino è stata riconosciuta esente da responsabilità nell’incidente”.

Anna Milanino
Anna Milanino

La cronaca di un giorno triste

La Fiat Uno rossa di Anna stava procedendo verso Mortara quando, all’altezza dell’incrocio con la provinciale che collega Nicorvo a Castelnovetto, è spuntato un furgone Fiat Iveco della ditta Maar, alla guida  del quale si trovava un ragazzo di 28 anni domiciliato a  Nicorvo. Anna Milanino, molto conosciuta in paese, visto che era volontaria del Palio e componente della corale della chiesa Santo Stefano, non ha potuto evitare lo schianto con  il furgone di un’azienda di trasporto surgelati che doveva attraversare la ex statale dei Cairoli e dirigersi verso Castelnovetto. L’impatto è avvenuto al centro della carreggiata.

Per quell’incidente, in sede penale, l’autista 32enne Giulian Veisa di origini moldave, ha patteggiato 18 mesi con la condizionale, oltre alla pena accessoria del ritiro della patente per un anno e 4 mesi. In sede civile, nella causa per il risarcimento dei danni la perizia ordinata dal tribunale di Pavia evidenzia che l’autocarro guidato da Veisa “si è immesso nell’incrocio senza fermarsi, nonostante la segnaletica verticale di stop. Inoltre non ha concesso la precedenza alla vettura della donna. Nel momento in cui il conducente del camioncino ha deciso di girare, oppure nell’ultimo istante in cui avrebbe potuto fermarsi evitando l’immissione, la Fiat uno era visibile a circa 43-59 metri dal punto dell’incidente”. Una volta “saltato” lo stop, “l’urto con l’auto era quasi impossibile da evitare. Il furgone al momento dello scontro viaggiava a 30-40 chilometri orari, mentre la Uno della 33enne di Robbio ha accennato una frenata: viaggiava tra i 63 e gli 86 all’ora  e si è scontrata tra i 50 e i 75 all’ora. I danni saranno pagati dall’assicurazione della ditta per la quale lavorava il Veisa.

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Michele D’Agostino