Appello della Fornero: “Un contributo di solidarietà da parte di chi più ha”

Elsa Fornero (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Elsa Fornero (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Replicando alle parole del presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo il quale “oggi ci sono circa 2.600 vitalizi in pagamento per cariche elettive alla Camera o al Senato per un costo stimato intorno a 193 milioni di euro, circa 150 milioni superiore rispetto ai contributi versati”, l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha sottolineato all’HuffPost: “Rifare tutti i calcoli non è possibile e non lo faranno: la soluzione realistica è che chi ha avuto di più ora deve dare un contributo maggiore”.

La Fornero, che nei giorni scorsi in un’intervista a Radio Cusano Campus, era tornata a difendere la sua riforma delle pensioni, ha spiegato: “Dieci giorni dopo che sono stata nominata ministro, ho chiesto io un appuntamento al presidente Fini, che ho incontrato insieme al presidente Schifani, per sollevare il tema della partecipazione dei parlamentari ai sacrifici chiesti ai cittadini”. L’ex ministro ha insistito sull’argomento: “Credevo allora, e ne sono ancora convinta oggi, che nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, la classe politica debba dare l’esempio, in particolare rinunciando a privilegi troppo spesso considerati intoccabili”.

Per Elsa Fornero, “è compito dello Stato aiutare le persone più deboli sul mercato del lavoro. Dal punto di vista sociale sono però inaccettabili i ‘regali’ dati ai redditi più elevati. In momenti difficili, è giusto rimetterli in discussione”. Proposta dunque una sorta di “pacificazione”: “Credo che le regole per il futuro debbano essere trasparenti, uniformi e non debbano ammettere privilegi, e questo il metodo contributivo lo realizza abbastanza bene”, dice l’ex ministro, che quindi conclude parlando ancora una volta della riforma che porta il suo nome: “Farei molto attenzione a cambiare le regole generali. D’altronde nei documenti ufficiali si dice che la sostenibilità finanziaria dei conti pubblici dipende dal mantenimento di un equilibrio nella spesa pensionistica. E quando si parla di sostenibilità finanziaria si deve intendere di non gravare le generazioni giovani e future di ulteriori debiti”.

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GM