Bus nella scarpata: oggi si decide sui rinvii a giudizio

Bus nella scarpata (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)
Bus nella scarpata (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Oggi nell’udienza del Gup al tribunale di Avellino la decisione sulle richieste di rinvio a giudizio presentate dalla Procura per i quindici indagati per la strage del bus precipitato da un viadotto dell’A-16 a Monteforte Irpino a fine luglio 2013. Il pullman, dopo aver tamponato una colonna di auto che stava rallentando, è finito contro la barriera new jersey, sfondandola e facendo un volo di trenta metri giù per una scarpata. La tragedia provocò una quarantina di morti e diversi feriti.

Dei quindici imputati, tre oltre ad essere accusati di omicidio plurimo colposo e disastro colposo, oltre che di falso in atto pubblico: sono Gennaro Lametta, proprietario del pullman, Vincenzo Saulino, funzionario della Motorizzazione e Antonietta Ceriola, assistente amministrativo dello stesso ufficio. In particolare, i due funzionari vennero indagati nel maggio 2014 “avrebbero violato il sistema informatico della Motorizzazione Civile di Napoli fabbricando un falso documento che attestava la revisione del bus”.

Risultano poi indagati Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società Autostrade per l’Italia Spa, Riccardo Mollo, all’epoca dei fatti direttore generale delle Autostrade, Giulio Massimo Fornaci, responsabile dell’articolazione “Pavimentazioni e Barriere di Sicurezza”, Marco Perna, responsabile del procedimento relativo al progetto di “sostituzione e potenziamento delle barriere di sicurezza e bordo laterale” dell’Autostrada A16 Napoli-Canosa e Antonio Sorrentino, coordinatore “Posto di Manutenzione-Coordinatore centro di Esercizio”.

Indagati infine direttore e funzionari, che dal 2010 a oggi si sono succeduti presso il VI Tronco della società Autostrade per l’Italia Spa, ovvero Michele Renzi, Paolo Berti, Nicola Spadavecchia, Bruno Gerardi, Michele Maietta, Gianluca De Franceschi, Gianni Marrone e Marco Perna. Il procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo nella richiesta di rinvio a giudizio al Gup Gianfranco Fiore aveva messo in evidenza le responsabilità dei dipendenti della Società Autostrade che – a suo avviso – avevano “l’obbligo giuridico di impedire il gravissimo incidente stradale”.

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GM