Giallo di Ladispoli: il passo falso di Antonio Ciontoli

Marco Vannini (foto dal web)
Marco Vannini (foto dal web)

La famiglia del bagnino Marco Vannini, ucciso un anno fa nella casa della sua fidanzata Martina Ciontoli, non molla ed è solo in cerca di giustizia. In questi giorni, i due coniugi, hanno finalmente fatto dei passi in avanti nella battaglia che sta conducendo in prima persona mamma Marina.  Il loro legale, Celestino Gnazi, ha ottenuto dalla Procura di Civitavecchia, che ha mandato avanti in questi 358 giorni le indagini,  il sequestro conservativo dei beni in concorso fino a 1 milione e 200mila euro appartenenti ad Antonio Ciontoli, accusato di aver ucciso con un colpo di pistola  il giovane di  Cerveteri . Momentaneamente, oltre al capo famiglia, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio volontario, la moglie, i suoi figli e la fidanzata di Federico, Viola Giorgini, accusata di omissione di soccorso.

L’avvocato dei Vannini ha fatto questa richiesta  dopo le deliranti dichiarazioni  di Ciontoli durante il primo interrogatorio post tragedia. Il militare  infatti, sembrava più preoccupato per il danno economico che avrebbe procurato alla sua famiglia questa vicenda, che alla morte di Marco.

Tra 15 giorni il processo

Il 23 maggio prossimo ci sarà la prima udienza del processo a carico della famiglia Ciontoli e di Viola. Loro hanno sempre portato avanti la tesi del colpo di pistola partito per caso e dell’impossibilità che Marco avesse qualche piccola speranza di sopravvivere. “Speriamo che il processo sia breve e che per gli assassini di mi figlio si aprano al più presto le porte del carcere”, ha dichiarato mamma Marina, durante una delle sue recenti dichiarazioni televisive.Si prevedono giorni di fuoco alle porte di Roma. Non sarà  un processo semplice, anche perché 5 persone hanno dato tutte la stessa versione dei fatti e sicuramente a  fare la differenza saranno le varie perizie da parte di accusa e difesa.

MD