Lascia tutto e va in Olanda: “Qui non devo pensare solo alle tasse”

Antonio Reggiani (Facebook)
Antonio Reggiani (Facebook)

Antonio Reggiani, 44enne emiliano che lavora in Olanda alla European Space Agency (ESA), un’agenzia internazionale che coordina i progetti spaziali di 22 paesi europei, è andato via dall’Italia un paio di anni fa, ma spiega in un’intervista al ‘Fatto Quotidiano’ di voler bene all’Italia: “Non sono fuggito dal mio paese ma ho scelto di ricominciare all’estero per inseguire una nuova opportunità”. Una scelta non facile, perché “se le cose non sono facili a 20 anni, a 40 di certo non migliorano. Ma avevo bisogno di un cambiamento”.

Così ha scelto Leida, a metà strada tra Amsterdam e l’Aja, consapevole di aver lasciato in Italia gli amici e i parenti, oltre alla partita Iva e a un “bel mutuo da pagare”. L’uomo spiega che la situazione nel suo Paese non è sempre stata questa: “Anche se non ho mai navigato nell’oro, ho lavorato abbastanza bene per molti anni”. Dal 2011, la situazione diventa insostenibile, con il lavoro che diminuisce, i tempi dei pagamenti che si allungano  e le scadenze che restano invariate.

Racconta Antonio Reggiani: “Il quadretto è presto definito e tu ti ritrovi a pagare tasse e versare l’Iva su fatture che ancora non hai incassato, e forse mai incasserai, con un simpatico circolo vizioso che prima o poi ti risucchia”. Per tre anni, prova a non mollare, poi inizia a sfogliare la propria lista di contatti e infine opta per trasferirsi in Olanda, dove trova lavoro alla Rhea, agenzia che si occupa di fornire personale alla European Space Agency. Le opzioni sono due, spiega il 44 enne, ovvero “ci si può accontentare di una situazione lavorativa anche se non ben retribuita” o si può decidere di restare in Italia “per motivi familiari”.

Lui ne ha fatta un’altra di scelta, quella di “di partire, forse anche per cogliere un’opportunità che alla mia età probabilmente non è così facile sfruttare”. Antonio Reggiani ora si gode tutta una serie di vantaggi, sia economici, che di nuove opportunità di vita. Non è il solo, “nella zona dove abito ci sono tanti italiani, molti dei quali lavorano in Esa”. Poi aggiunge: “Chi lavora con l’estero quasi mai si trova a dovere rincorrere un pagamento. Invece che trasferirmi in Olanda, avrei potuto trovare nuovi clienti e affrontare nuovi progetti in Italia”. In conclusione, “si può sempre tornare indietro, magari arricchiti da un’esperienza che ti ha aperto la mente”, ma finora Antonio Reggiani ha trovato diverse persone che “sono temporaneamente qui da 15 anni”.

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GM