“In Pakistan la sessualità è repressa, guardano troppi porno”

Zahra Haider (foto dal web)
Zahra Haider (foto dal web)

Zahra Haider, poco più che ventenne, è pakistana ma vive in Canada; sta facendo parlare di sé per una lettera denuncia pubblicata sul portale Vice, in cui spiega: “Il Pakistan è la Repubblica Islamica con il più alto numero di persone che guardano porno nel mondo. Questo evidenzia un particolare aspetto della nostra cultura: siamo eccitati e vogliamo disperatamente fare sesso, ma il nostro Dio ce lo proibisce”. Il sesso, dice la giovane donna, è un tabù solo per le donne.

Racconta infatti di quando era ancora a Islamabad e in quegli anni ha avuto rapporti con circa dodici uomini: “I maschi in genere non vengono giudicati per questo, nella nostra società patriarcale, ma se si scopre che una donna della classe media o che non appartiene ad ambienti privilegiati fa sesso prima del matrimonio, sono guai seri”. Per le donne è diverso: “Prima c’era la lapidazione, la fustigazione, il delitto d’onore, ora queste pratiche stanno scomparendo ma resta la mentalità fondamentalista”.

Per poter avere rapporti sessuali, lei – poco più che maggiorenne – doveva ricorrere ad automobili con vetri oscurati o a hotel dalle tariffe altissime. Non solo: “Se venivi beccata, dovevi affrontare la bufera. Il ragazzo di mia zia è stato picchiato a sangue da mio nonno per ‘proteggere l’onore’. Quando i miei genitori hanno scoperto una mia storia mi hanno proibito di parlare con quel ragazzo”. Da quando è in Canada, Zahra Haider si è resa conto di una cosa: “Ho capito che nel mio Paese la mia sessualità era repressa”.

“La maggior parte dei pachistani fa sesso prima del matrimonio, ma poiché è qualcosa che non deve esistere, c’è chi ancora finisce per fare cose assurde, chi prende troppi contraccettivi d’emergenza, donne che ricorrono ad aborti clandestini” – prosegue Zahra Haider – “Forse dovremmo prendere in considerazione il fatto che i pachistani sono potenzialmente le persone più ossessionate dal sesso nel mondo, e iniziare a trattare questo tema per quello che è, invece di etichettarlo come qualcosa di cui non si può parlare”. La lettera della giovane ha scatenato una bufera e tanti sono gli insulti dei suoi connazionali.

Il tg del giorno in meno di tre minuti

GM