Roberto Mancini nei guai con la giustizia: la decisione della Procura di Roma

Roberto Mancini (Valerio Pennicino/Getty Images)
Roberto Mancini (Valerio Pennicino/Getty Images)

“Condannate Roberto Mancini a tre anni e mezzo di reclusione”, questa la richiesta avanzata oggi al gup Paola Della Monica da parte del pm Stefano Rocco Fava nell’ambito del processo con rito abbreviato legato al crac finanziario della società Img Costruzioni, che vede l’allenatore dell’Inter sul banco degli imputati in compagnia dell’imprenditore Marco Mezzaroma, che ha però optato per il rito ordinario e per il quale è stata dunque disposta oggi la richiesta di rinvio a giudizio.

Nel processo è coinvolto anche un prestanome, Umberto Lorenzini, anche egli in attesa di rinvio a giudizio, e un altro imputato, il legale Stefano Gaiardi, che ha invece scelto come Roberto Mancini – che è difeso dall’avvocato Carlo Longari – il rito abbreviato. Il tecnico nerazzurro è accusato di aver contribuito al dissesto finanziario della Img Costruzioni, società immobiliare fallita nel gennaio del 2013.

Assolto

A poche ore di distanza dalla richiesta del pm Fava,  è arrivata la decisione del Gup, che ha assolto l’ex tecnico di Fiorentina e Manchester City,  dall’accusa perché il fatto non sussiste e non costituisce reato.  Condannato a 3 anni di reclusione l’avvocato Stefano Gagliardi che, insieme al tecnico nerazzurro, aveva chiesto il giudizio abbreviato.

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GM