Giallo di Marcheno: ecco che fine ha fatto Bozzoli

Mario Bozzoli (foto dal web)
Mario Bozzoli (foto dal web)

C’è una svolta nel caso dell’enigmatica scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli, svanito nel nulla lo scorso 8 ottobre: secondo quanto scrive il settimanale ‘Giallo’ in edicola, infatti, nelle scorie dei forni dell’azienda, da mesi al vaglio della anatomopatologa Cristina Cattaneo e della sua équipe, sarebbero state rinvenute tracce nel Dna dell’uomo. Se tale notizia trovasse conferma nei prossimi giorni, si tratterebbe di un passaggio importante nell’inchiesta; come noto, infatti, praticamente da subito la principale pista battuta dagli inquirenti è che Mario Bozzoli fosse stato ucciso e gettato nel forno della sua azienda.

A dicembre scorso, sono stati infatti iscritti nel registro degli indagati quattro persone: i nipoti Giacomo e Alex Bozzoli, oltre all’operaio Oscar Maggi e un collega di origini senegalesi, Akwasi Aboagye, detto Abu. Secondo gli inquirenti, il delitto dell’imprenditore sarebbe maturato a causa dei rapporti con i familiari, in particolare dei presunti dissidi con il fratello Adelio e i nipoti Giacomo e Alex. Già nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa dell’imprenditore e del suo dipendente Giuseppe Ghirardini, trovato morto nei pressi di Ponte di Legno, a pochi giorni dalla sparizione, l’avvocato che difende la famiglia Bozzoli, Patrizia Scalvi, si era detta convinta “che tutto nasca dalla fonderia e che qualcuno ha certamente visto o sentito o fatto qualcosa”.

Gli elementi che stanno emergendo in queste ore, qualora confermati, rivelerebbero che le supposizioni fatte dal legale della famiglia Bozzoli erano esatte.

GM