Yara Gambirasio: processo verso la sentenza

Yara Gambirasio e Massimo Bossetti (foto dal web)
Yara Gambirasio e Massimo Bossetti (foto dal web)

Il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio, che vede Massimo Bossetti, il muratore di Mapello unico imputato per il delitto, è ormai alle battute finali. Nella giornata di oggi, infatti, il pm Letizia Ruggeri sta tenendo la sua requisitoria e con ogni probabilità ci sarà la richiesta dell’ergastolo, anche perché sull’uomo pendono gravissimi capi d’accusa: omicidio aggravato dalle sevizie e crudeltà, dalla minorata difesa e anche di calunnia, ai danni di un suo ex collega, Massimo Maggioni, su cui Bossetti avrebbe cercato di indirizzare i sospetti per discolparsi.

Improbabile invece la concessione di attenuanti generiche, poiché il muratore di Mapello si è sempre dichiarato innocente, arrivando anche a riversare su altri le accuse: “Qui hanno mentito tutti”, le sue parole in aula. Dopo la pm, toccherà alle parti civili e ai difensori di Massimo Bossetti, secondo un calendario che prevede per il 10 giugno l’ultima udienza. In sostanza, tra mendo di un mese potrebbe arrivare la sentenza per uno dei casi di cronaca che hanno avuto più risonanza mediatica negli ultimi anni.

“Avrà provato paura e dolore”, le parole della pubblica accusa in avvio di requisitoria, nel corso della quale la Ruggeri ha spiegato che in avvio di indagini “ci spaccammo la testa” per venire a capo del giallo. Ha detto il pubblico ministero: “Ipotizzammo di tutto, dallo scambio di persona al rapimento e questo lo dico perché fummo costretti ad andare a vedere il vissuto di questa ragazza. Emerse che era una ragazza normalissima, senza alcun segreto”.

In una delle ultime udienze, i giudici della Corte d’Assise di Bergamo hanno respinto le richieste di perizia sul Dna e sull’allineamento delle telecamere di sorveglianza chieste dalla difesa del 44enne. Secondo i giudici, infatti, sarebbe “non decisivo ogni ulteriore accertamento” sul punto nell’ambito del dibattimento. È inoltre stato ritenuto “superfluo” l’accertamento chiesto dalla difesa sulle presunte riprese del furgone di Bossetti. Invece, è stata acquisita l’intera corrispondenza tra il muratore di Mapello e una detenuta del carcere di Bergamo che si chiama Gina.

GM

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