Olio d’oliva: consigli per un consumo responsabile

A dicembre, sei persone sono state indagate in Puglia per frode, accusate di aver contraffatto l’olio. Un mese prima, le indagini condotte dal pm Raffaele Guariniello, che ha promosso i primi accertamenti dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di una rivista di tutela dei consumatori, avevano messo sotto inchiesta sette rappresentanti legali di aziende olearie, indagati sempre con l’accusa di frode in commercio. Anche per questo motivo, su Dagospia è apparso un articolo di ‘Lady Coratella’ con il vademecum per il consumo responsabile di olio d’oliva.

“Il termine extravergine di oliva non significa granché, non chiarisce al consumatore cosa stia scegliendo e quel che consumerà. D’altronde anche la normativa europea sul biologico non brilla per precisione”, spiega Lady Coratella, aggiungendo: “La dicitura extravergine si riferisce ai soli parametri chimici, ed è per questo che la grande industria non vuole il panel test che con molta probabilità ne boccerebbe parecchi”.

Insomma, “anche un olio extravergine può avere molti difetti. Ad esempio può sapere di rancido per eccessive ossidazioni causate dalla lavorazione o dalla conservazione, oppure dalla raccolta avvenuta in presenza di forte umidità o alte temperature”. Inoltre, “gli stabilimenti industriali imbottigliano e rivendono spesso olii prodotti fuori dai confini italiani. Non sempre i paesi da cui provengono questi olii – soprattutto quelli fuori dalla UE – rispettano i nostri parametri agronomici e igienico-sanitari”.

Occhio a prezzo e provenienza

Lady Coratella invita a prestare massima attenzione al prezzo: “Un olio buono non può costare meno di 9 euro/lt. Fra pratiche agronomiche, potature, raccolta manuale, spremitura a freddo in un buon frantoio, imbottigliamento, etichettatura e distribuzione, non è possibile stare sotto a quella cifra. Un olio che costa meno di 9 euro/lt è molto probabile che non sia italiano”. Vi sono quindi consigli per la corretta conservazione, ovvero in luogo fresco, asciutto, al buio e in bottiglia di vetro scura, lontano da fonti di calore.

“Un olio eccellente si ottiene solo da olive sane spremute entro le 12 ore, max 24 se la temperatura è fresca e il raccolto eccellente. Il frantoio deve essere vicino perché le olive ammassate e trasportate si deteriorano facilmente e sviluppano muffe e marciume”, dice ancora Lady Coratella, che infine ricorda: “La denominazione olive italiane significa che sono state prodotte in Italia ma non offre garanzie su come arrivano allo stabilimento e sul loro stato di conservazione. Accertatevi, comunque, che in etichetta o nella retro etichetta sia riportata la provenienza, ovvero miscele di olii italiani, comunitari o extracomunitari. Per farlo munitevi di una lente di ingrandimento”.

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GM