Evasione fiscale: ecco la sentenza per Biagio Antonacci

Biagio Antonacci (Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images)
Biagio Antonacci (Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images)

Assolto perchè “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”: questa la sentenza per il cantautore Biagio Antonacci emessa dalla terza sezione penale del Tribunale di Milano presieduta dal giudice Luigi Varanelli. L’artista, sotto accusa per evasione fiscale, è stato prescritto per il reato di infedele dichiarazione dei redditi per quanto riguarda gli anni compresi tra il 2004 e il 2007. Quanto alla presunta evasione fiscale del 2007, secondo il giudice, ai sensi delle norme recentemente approvate dal Parlamento, le evasioni fiscali inferiori ai 150 mila euro non costituiscono reato penale.

Soddisfatto il legale Alessio Lanzi: “E’ stato riconosciuto che i redditi del 2008 erano sotto la soglia di punibilità. Questa avrebbe potuto essere la prima sentenza milanese di applicazione del principio giuridico del ‘ne bis in idem’ in base al quale nessuno può essere condannato penalmente per una vicenda già sanzionata sotto il profilo amministrativo dall’Agenzia delle entrate”. I giudici della terza sezione penale di Milano avevano fissato per l’altro ieri l’ultima udienza del procedimento ma a causa di problematiche di carattere organizzativo avevano preferito posticipare.

Il cantante era sul banco degli imputati per una presunta dichiarazione infedele dei redditi realizzata nel quinquennio compreso tra il 2004 e il 2008: l’evasione ammonterebbe a circa 3,5 milioni di euro. Una frode, secondo l’accusa, realizzata “attraverso l’interposizione di tre società”, le srl italiane “Iris” e “Basta E. M.” e la britannica “Forum Vision Lyd”. Tali società avrebbero permesso al cantautore di “trasformare i redditi di lavoro autonomo, soggetti all’aliquota progressiva più elevata, in redditi d’impresa, soggetti ad aliquota proporzionale più favorevole”.

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GM