Il figlio del rom ucciso da Stacchio ancora in manette

Alan Cassol (foto dal web)
Alan Cassol (foto dal web)

Un anno dopo, finisce di nuovo in manette Alan Cassol, figlio del rapinatore ucciso a Nanto dal benzinaio Graziano Stacchio durante l’assalto a una gioielleria. Stavolta il giovane ha rubato una moto ma è stato arrestato in un campo rom al termine di un rocambolesco inseguimento per mezza Jesolo, con tanto di elicottero della Polizia. Secondo quanto ricostruito, Alan Cassol ha cercato di impossessarsi di una moto di grossa cilindrata, adocchiata di fronte a un negozio, ma un commesso lo ha “pizzicato” e ha lanciato l’allarme.

E’ scattato così un inseguimento per le vie del centro, con la polizia che si è messa alle calcagna del giovane, rendendogli inutile ogni tentativo di far perdere le sue tracce abbandonando la moto ai bordi di un campo, per poi sdraiarsi in mezzo alle coltivazioni per non essere visto. L’area era infatti sorvolata da un elicottero delle forze dell’ordine, che lo ha individuato impedendogli di occultarsi tra la vegetazione.

Un anno fa, Alan Cassol era stato arrestato insieme a sei complici, tutti giovanissimi, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto, nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri nel nucleo operativo radiomobile di Conegliano, guidati dal capitano Salvatore Gueli e dal Tenente Sandro Volpini, con il coordinamento del sostituto procuratore Massimo De Bortoli. Come noto, Graziano Stacchio – ai primi di febbraio del 2015 – esplose alcuni colpi di fucile contro dei malviventi che tentavano di rapinare una gioielleria vicino al suo chiosco. Uno dei nomadi coinvolti nella rapina, il 41enne Albano Cassol, restò ucciso.

GM