“Mio figlio non respirava, ma i medici mi hanno rassicurato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:21
Parto (Veejay Villafranca/Getty Images)
Parto (Veejay Villafranca/Getty Images)

Ci sono tre indagati nell’inchiesta per ricostruire la verità sul decesso del piccolo Salvatore, morto al Monaldi di Napoli appena sette ore dopo il parto presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare. Si tratterebbe di tre medici che secondo l’ipotesi investigativa avrebbero ignorato la patologia fetale nascosta. La competenza resta alla Procura di Torre Annunziata, che per rogatoria chiederà l’autopsia a Napoli. A denunciare quanto accaduto sono stati Romeo e Carmela, i genitori del piccolo, residenti a Torre Annunziata.

Le prime tre iscrizioni nel registro degli indagati sono servite al sostituto procuratore Sergio Raimondi titolare del fascicolo d’inchiesta per far partire le indagini, con l’accusa di omicidio colposo. La tragedia si è verificata nella giornata di domenica, dopo una gravidanza “monitorata secondo protocollo” e il parto che sembrava essere andato bene, come precisato dall’equipe medica dell’ospedale San Leonardo di Castellammare.

Questa la denuncia del padre del neonato: “Abbiamo chiesto se ci fosse un anestesista, volevamo che venisse praticata l’epidurale oppure il cesareo, ma non c’è stato verso. In sala parto il cardiotocografo non funzionava bene. Dopo il parto, ho intravisto che mio figlio non respirava: ho chiesto spiegazioni e i medici mi hanno rassicurato. Poi il trasferimento a Napoli è avvenuto in un’ambulanza che non credo fosse attrezzata per il trasporto infantile”.

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO

GM