Morta carbonizzata, l’ultima bugia di Vincenzo

(Facebook)
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Nella prima versione dell’interrogatorio, davanti al capo della Squadra mobile Luigi Silipo, quella che ha preceduto la drammatica confessione su quanto aveva fatto, Vincenzo Paduano, guardia giurata di 27 anni, assassino reo confesso dell’ex fidanzata Sara Dipietrantonio, la giovane 22enne il cui corpo carbonizzato è stato trovato nei pressi di una vettura in fiamme nella notte alla periferia di Roma, avrebbe provato ad addossare la colpa di quanto accaduto ad altri.

In particolare avrebbe spinto sull’idea che ad aggredire l’ex fidanzata potesse essere stato il ragazzo che la frequentava l’anno prima che iniziasse la loro relazione. Nel suo racconto, fatto di “non ricordo” e di continui cambi di versione dei fatti, Vincenzo Paduano ha anche rivelato: “Faccio uso di cannabis. Il quantitativo di stupefacente che mi è stato ritrovato ce l’ho da Natale e solo per mio uso personale. Non mi è chiaro quanto accaduto. Sono certo che non era un gesto premeditato perché mai avrei voluto farle del male”.

La tesi del giovane, per provare a discolparsi dell’orrendo omicidio commesso, è dunque che la sua testa sarebbe stata offuscata dall’utilizzo di droghe leggere: “Non saprei ricostruire perfettamente la scena, ho dato una versione nei giorni scorsi, probabilmente ne darò altre. Mi sono state proposte delle ipotesi su come potrebbe essere andata la vicenda, io ne ho in mente varie, non so quale sia quella vera”, sono le parole di Vincenzo Paduano, che si è poi lasciato andare a un commento: “Ho perso la testa. Avrei preferito esserci io al suo posto”.

GM