Gennaro Rea in una trasmissione tv (Youtube)

Gennaro Rea in una trasmissione tv (ritaglio video)

L’altro ieri, è arrivata la condanna definitiva per Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore dell’Esercito, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie, Melania Rea, avvenuto nell’aprile del 2011. Per lui sono stati confermati i venti anni di carcere già comminati in Appello. Rigettato dunque il ricorso presentato dalla difesa di Parolisi contro la sentenza emessa, in sede di rinvio – dopo che la Suprema Corte, nel febbraio 2015, aveva escluso l’aggravante della crudeltà – dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, il 27 maggio dello scorso anno.

La sentenza non soddisfa però il padre di Melania, Gennaro Rea, che alla trasmissione “Estate in diretta” ha sostenuto: “Per un dolore senza fine ci vuole una pena senza fine”. L’uomo ha lasciato dunque intendere che la pena più equa, a suo avviso, sarebbe dovuta essere quella dell’ergastolo, quindi ha sottolineato di avere intenzione di continuare a dedicarsi alla nipotina Vittoria, figlia di Melania Rea e Salvatore Parolisi, che è stata affidata ai nonni materni dopo il delitto.

Gli avvocati dell’ex militare, nel frattempo, fanno sapere di non avere alcuna intenzione di arrendersi anche dopo la sentenza definitiva: “Quello a Parolisi rimane un processo aperto, con grandissimi dubbi. Tante ombre e incertezze non dissipate dalle sentenze. È quindi inevitabile un ricorso alla Corte europea di Strasburgo, per stabilire se il nostro assistito abbia subito un giusto processo”.

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GM