(foto dal web)

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Un nuovo Nerone dei nostri tempi. “Odio la scuola: non mi hanno mai trattato bene”. Matteo, nome di fantasia,  ha 15 anni. È seduto nella caserma dei carabinieri della stazione di Cicciano, cittadina alle porte di Napoli,  dove deve spiegare al comandante Giuseppe Giudice perché ha dato fuoco all’asilo comunale del plesso Basile.

Alto 1.80, è un ragazzo imponente dai capelli corti. Un ragazzo come tanti. Cresciuto in una famiglia normale – papà dipendente di un’azienda privata, mamma casalinga – che ha abbandonato la scuola senza prendere una strada definitiva. Quasi una regola nell’hinterland napoletano. Amici, bar, calcetto, bisbocce. Nessun problema psicologico. Unico precedente: l’incendio appiccato nello scorso mese di aprile alla sua ex scuola, l’istituto professionale Leone-Nobile di Nola quando fu identificato e denunciato dai carabinieri della compagnia bruniana coordinati dal maggiore Michele Capurso.

Ora Matteo è di nuovo davanti agli uomini in divisa. Cambia la caserma, ma l’accusa è la stessa: incendio doloso ad istituto pubblico. Sguardo assente e poco da dire. il giovane è stato trovato davanti all’asilo mentre bruciava. Matteo voleva assistere alla sua opera. E adesso è  lui  ricostruire quello che ha fatto qualche ora prima in via Roccarainola. “Volevo vedere i vigili mentre spengono l’incendio” avrebbe sussurrato ai carabinieri.

 

MD

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