Italiani “ladri di bambini” in Congo: la denuncia choc

Bambini in Congo (Mark Renders/Getty Images)
Bambini in Congo (Mark Renders/Getty Images)

La denuncia arriva da Fabrizio Gatti che ha pubblicato un’inchiesta sul settimanale ‘L’Espresso’: ci sarebbero cinque casi di “ladri di bambini” in Congo che coinvolgono italiani. In pratica, vi sarebbero alcuni minori sottratti con la forza o in altro modo dalle loro famiglie d’origine per essere affidati a coppie italiane in maniera del tutto illegale. L’organizzazione in Africa ha potuto operare grazie alle presunte coperture e alle omissioni dei vertici dell’associazione “Aibi – Amici dei bambini” di San Giuliano Milanese.

L’accusa per l’organizzazione è di non aver denunciato quanto sapevano e anzi di aver fornito informazioni non corrispondenti al vero. I “ladri di bambini” hanno cercato di far entrare in Italia bambini sottratti ai loro genitori nel paese africano; venivano emesse sentenze di adozione facendo leva sul fatto che quei piccoli fossero orfani, quando in realtà così non era. Era nata dunque un’indagine della Commissione per le adozioni internazionali (Cai), cioè l’autorità di controllo della Presidenza del Consiglio su enti e procedure di adozione, che va tuttora avanti ma che negli anni scorsi ha subito degli stop.

Secondo l’inchiesta del settimanale, infatti, “nel tentativo di fermare l’indagine della Cai, diciotto bambini tra i 3 e i 13 anni, già adottati da genitori italiani e quindi con cognome italiano, vengono tenuti in ostaggio per un anno e mezzo” in un orfanotrofio di Goma. Tra i bambini, una di nove anni, adottata da una famiglia di Cosenza, sarebbe sparita nel nulla, mentre altri sarebbero stati vittima di un tentativo di rapimento da parte di un commando armato.

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GM