“Un terrone in meno”: quando il razzismo divide Nord e Sud

Stefano Pulvirenti (foto dal web)
Stefano Pulvirenti (foto dal web)

Gli insulti rivolti a Stefano Pulvirenti, il 17enne di Siracusa rimasto vittima di un incidente avvenuto lo scorso 29 ottobre, rischiano di costare molto caro a un operaio 40enne di Settimo Torinese. L’operaio torinese è stato identificato dal Nucleo investigativo telematico (Nit) e denunciato dalla Procura di Siracusa per diffamazione aggravata da finalità di odio razziale. Il procuratore Francesco Paolo Giordano e il sostituto Antonio Nicastro, titolari dell’inchiesta, avevano definito “disumana” la vicenda, spiegando che “fra le varie forme di povertà, la povertà morale è quella che rischia di mettere a maggiore rischio la dimensione umana”.

Mentre l’Italia intera si commuove per la vicenda di Emmanuel, il nigeriano ucciso a Fermo per aver difeso la moglie da insulti razzisti, la dolorosa vicenda degli insulti a Stefano Pulvirenti ci ricorda che il razzismo continua ancora a dividere anche Nord e Sud del Paese. Il 40enne sotto accusa aveva postato frasi del tipo: “Quando vedo queste immagini e so che nella bara c’è un terrone ignorante, godo tantissimo: peccato che ero al Nord, altrimenti avrei cagato su quella bara bianca. Buonasera terroni merdosi. Non è morto nessun altro di voi oggi?”.

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GM