Un tuffo per la solita immersione, poi la tragedia. Lo strazio dei genitori

image1Il mare, il caldo e le tragedie. Estate dolorosa questa del 2016, tanti i drammi in tutta Italia. Un’ immersione costata cara ad un giovane riminese.  Una mamma ha visto il suo figlio morire. Morire come il protagonista del film di Nanni Moretti: “La Stanza del figlio”. Nella pellicola, Andrea, si reca al mare per un’ immersione, nella quale perde la vita per un banale incidente. L’armonia familiare si spezza e ciascuno si trova solo nel proprio dolore. Questa storia che vi andiamo a raccontare purtroppo non è un film, ma un fatto realmente accaduto. Una madre che ha visto impotente affogare  suo figlio davanti ai suoi occhi. Maurizio Zanzani, 16 anni, non ha dato nessun segno di vita dopo un bagno avvenuto dodici miglia a largo di Pesaro. Un vero e proprio incubo. Una tragica fine per l’ appassionato di nuoto, tesserato con la società di nuoto Salvamento Rimini. Una tranquilla domenica pomeriggio finita nel peggiore dei modi.Mauri, era arrivato in condizioni disperate dopo un tentativo rianimazione avvenuto prima sul gommone di famiglia, proseguito poi sulla motovedetta Cp872 della Capitaneria di Porto e continuato sulla banchina con i soccorsi del 118, precedentemente allertati e intervenuti subito sul posto.
Ogni tipo di soccorso è stato inutile. Nessuno è riuscito ad aiutare questo povero ragazzo che voleva solo fare la cosa che gli piaceva di più. Ha vinto il mare e ora c’è un’altra famiglia distrutta.

 

Lo strazio dei genitori

Mamma e papà non reggono lo choc. Appoggiati al muro dell’obitorio di Pesaro, piangono e  guardano verso il cielo, forse rivolgendosi a lui. Tante le persone amiche corse ad abbracciarli che non sanno trovare le parole giuste per aiutarli a reggere questo immenso dolore. Rino e Marina Zanzani, hanno tutti e due 54 anni. Hanno provato a raccontare quegli istanti drammatici che hanno portato via loro figlio  Maurizio, detto Zack. Rino è un  campione di pesca sportiva, un uomo di mare molto conosciuto in città, dopo qualche minuto si è buttato in acqua dal suo motoscafo ‘Gambin’ in cerca del suo ometto. “Sono sceso giù fino a 25 metri – racconta – e ho visto mio figlio che galleggiava vicino ai piloni della piattaforma con la testa rivolta all’indietro. L’ho afferrato, ma non rispondeva. Dalla bocca gli usciva della bava, la testa ripiegata. Sono risalito a prendere le bombole perché ero al limite con l’apnea. Di nuovo sotto, ho sciolto i pesi che Maurizio aveva, e sono riuscito a riportarlo sulla barca. Se ci fosse stata una corrente appena più forte non ce l’avrei mai fatta. La temperatura dell’acqua a 25 metri sotto era terribile, per il freddo non riuscivo a piegare le dita. Una volta a bordo, abbiamo provato in tutti i modi a rianimare mio figlio ma è stato tutto inutile. Poi è arrivata la Capitaneria di porto, i sanitari della Croce rossa, il 118 e i medici dell’ospedale ma io sapevo che per mio figlio non c’era più niente da fare”.

Marina, con gli occhi pieni di lacrime ha parlato della grandezza del suo piccolo: “Mio figlio ha una fidanzatina da pochi mesi. Mi raccontava tutte le emozioni che provava nel volere bene ad una ragazza, e anche che cosa significava scoprire una persona che ti cerca. Il mio bambino è sensibile. L’abbiamo portato con noi in acqua fin da piccolissimo, adorava il mare. Era diventato un campioncino di nuoto fin dall’età di sei anni, sembrava una sirena per come si muoveva sott’acqua. Ieri è venuto via con noi perché aveva strappato al padre la promessa che avrebbero fatto delle immersioni insieme. Infatti le prime due le hanno fatte, la terza è sceso da solo perché il padre aveva deciso di mangiare. Ma quando Mauri è risalito ci ha detto sorridendo che a momenti moriva annegato. Detto da lui ci sembrava una battuta senza senso. Comunque, gli abbiamo detto di salire e mangiare. Ancora un giro mamma, ed è andato giù di nuovo. E non l’abbiamo più visto vivo”. Rino guardando Marina ricorda quando hanno concepito Mauri: “Era un figlio del mare. L’avevamo concepito in mare. Ora il mare se l’è ripreso”.

MD