I reparti speciali: “Noi esclusi dall’intervento al Bataclan”

La tragedia del Bataclan (Pascal Le Segretain/Getty Images)
La tragedia del Bataclan (Pascal Le Segretain/Getty Images)

A otto mesi di distanza dalla strage al Bataclan di Parigi, in cui restò uccisa anche l’italiana Valeria Solesin, una lettera anonima fatta pervenire prima all’agenzia Afp e poi alla testata satirica Canard Enchainé apre una polemica sul mancato intervento del GIGN, il Gruppo d’intervento della gendarmeria nazionale. Secondo la lettera, sfogo di un “pugno di delusi, a cui molti altri uomini non si sono associati”, il colonnello Hubert Bonneau, esitava, attendeva, “si nascondeva dietro una storia di competenza territoriale” e “saggiamente aspettava di essere chiamato”.

L’atto di accusa è stato fatto circolare dopo le conclusioni della commissione d’inchiesta parlamentare sugli attentati di Parigi, secondo cui “non è stato necessario sollecitare il GIGN”, dato che le unità d’èlite della polizia, il Bri e il Raid, erano state mobilitate in numero sufficiente. I gendarmi che hanno firmato la lettera, invece, si dicono “scandalizzati e traumatizzati da questo evento” e definiscono “un cattivo capo, che fa di tutto per minimizzare la Forza d’intervento” il colonnello della gendarmeria francese.

Un gruppo del GIGN fu preposizionato su richiesta delle autorità in una caserma nel centro di Parigi, appena si seppe dell’attacco, ma alle 23 – quando di fronte alla gravità della situazione – quegli uomini erano pronti a intervenire, il colonnello Bonneau, che li guidava, esitò a lungo, finché poi i fatti di Bataclan non si conclusero drammaticamente.

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GM