fonte: mirror.co.uk

fonte: mirror.co.uk

Una donna, in coma per 48 ore per un’aggressione da parte del suo ex fidanzato, ha rivelato di essere viva grazie ad un selfie.

Il cranio di Colleen Higgins aveva riportato danni tali da comprometterle la vista, si è svegliata dopo due giorni ed è riuscita a scattarsi un selfie per esaminare le sue ferite e capire cosa fosse successo. Aveva trascorso le ultime 48 ore in stato di coma e solo grazie a quella foto si è resa conto che il suo ragazzo le aveva mentito. Daniel Moore, questo il nome del suo ex compagno, l’aveva aggredita in casa e aveva accampato come scusa che Colleen fosse caduta dalle scale. La ragazza ha raccontato la sua storia ad un tabloid: “Appena ho visto la mia faccia, ho capito che avevo bisogno di andare in ospedale. Quel selfie mi ha salvato la vita, potevo morire a causa di quelle ferite. Il mio ragazzo mi ha colpito così forte che mi usciva sangue dalle orecchie”.

Colleen conobbe il suo ragazzo grazie al suo lavoro da consulente in una banca: “Era un fidanzato modello. E’ difficile da capirlo ma all’epoca la nostra relazione era differente”. Dopo 18 mesi i due decisero di andare a vivere insieme ma Daniel divenne subito aggressivo e ossessivo. Quando Colleen scoprì di essere stata tradita, lo lasciò. Due settimane dopo si incontrarono, apparentemente per caso, e Daniel le chiese di poter parlare di ciò che era successo: “Siamo sempre riusciti a discutere con calma e così passammo una serata tranquilla giocando a Monopoli. Poi improvvisamente l’unica cosa che ricordo è di essermi svegliata con un dolore atroce, il peggiore che avessi mai avuto nella mia vita. Non riuscivo a camminare, ero in agonia e non avevo idea di cosa fosse successo quando mi sono alzata dal divano”.

Colleen è rimasta incosciente per 48 ore e il suo ragazzo non le ha dato il minimo aiuto: “Ho deciso così di fare un selfie per capire quanto fosse grave il danno. Vedevo sangue dappertutto, è stato orribile vedere tutti quei lividi. Un occhio era talmente danneggiato che non riuscivo ad aprirlo. Era evidente che cadendo dalle scale non potessi avere avuto danni simili, non riuscivo a credere che il mio ragazzo mi avesse fatto una cosa del genere. E’ stato in casa tutto il tempo e non ha mosso un dito per aiutarmi, non gli importava se fossi viva o morta. Sapevo di dover scappare da quella casa, così ho chiamato mia mamma per avere un aiuto e per farmi soccorrere. Non ho saputo spiegare cosa fosse successo, così anche a lei ho detto che ero caduta. Ovviamente si aspettava che potessi avere al massimo una caviglia rotta e che non fossi in condizioni così tragiche, invece quando è arrivata mi ha subito portato in ospedale”.

Le condizioni erano pessime. Il cervello di Colleen era gonfio e per questo motivo ha dovuto trascorrere tre notti in ospedale, inoltre le è stata impiantata una piastra di metallo per sistemare la guancia in frantumi. Daniel Moore è stato arrestato e ha ammesso di aver aggredito intenzionalmente la sua ragazza, ora deve scontare sei anni e nove mesi di reclusione. Colleen, invece, ha perso l’udito da un orecchio e ora viene invitata a dibattiti per mettere in guardia tutte le donne sulla violenza domestica: “Il mio cranio era incrinato e ho rischiato di perdere la vista così come successo a tantissime altre persone nella mia condizione. Ho avuto una grande fortuna ad avere con me una squadra che mi ha aiutato nella riabilitazione per circa nove mesi e grazie alla grinta e alla determinazione ho deciso che quell’incidente non avrebbe rovinato la mia vita. Credo fermamente che il mio ex mi avrebbe lasciato morire, ma sono sopravvissuta e ora voglio mettere in guardia tutte le altre donne. Voglio parlare della mia esperienza perché può salvare la vita di qualcuno”.

Colleen sostiene la campagna “Give me Shelter”, organizzata dal “The Sun” insieme al governo inglese per aiutare le vittime di abusi domestici. Secondo le statistiche, in Inghilterra e in Galles ogni settimane due donne vengono uccise da un partner o da un ex ma almeno 32 centri di accoglienza sono stati chiusi negli ultimi cinque anni. Colleen vuole affrontare questo problema: “Spero che questa campagna dia ad altre donne come me la forza e il coraggio di parlare. Le donne vittime di abusi hanno bisogno di conoscere qualcuno che stia dalla loro parte”.

C.C.