Strage di Nizza, la disperazione del papà di Kylian: “Urla infernali” – VIDEO

Tahar Mejri (Getty Images)
Tahar Mejri (Getty Images)

E’ scoppiato in un pianto disperato davanti all’ospedale di Nizza, dopo aver saputo che il figlioletto di appena tre anni era morto. Tahar Mejri, 39 anni di origine tunisina, sapeva di aver perso la moglie Olfa nella strage del Giorno della Bastiglia, ma aveva passato le ultime 36 ore a cercare il piccolo Kylian, pregando che non fosse uno dei dieci bambini uccisi. Poi, proprio quando stava “impazzendo dal dolore” ha scoperto l’insopportabile verità ed è crollato davanti all’ospedale Pasteur. Un amico di Tahar, che vive a Nizza, ha raccontato ai colleghi del Mirror che nelle ore precedenti avevano parlato con tre psicologi. “Non hanno risposto alle nostre domande – ha detto – . Ma ci hanno fatto capire come stavano le cose. Non c’era più nulla da fare”. Prima di apprendere la terribile la notizia, Tahar aveva detto di aver vissuto i due giorni più brutti della sua vita: “Ho cercato giorno e notte. Sono stato in tutti gli ospedali di Nizza. Ho chiamato tutti i numeri di emergenza, ma nessuno sapeva dirmi nulla”.

Al momento della strage Tahar si trovava nella spiaggia con alcuni amici per i festeggiamenti dell’anniversario della Bastiglia: sua moglie guardava i fuochi d’artificio e i figli erano lì con lei. “Quando ho saputo che era accaduta una cosa così mostruosa, ho cominciato a correre nella direzione opposta rispetto a tutti quelli che scappavano – ha raccontato ancora Tahar – . Poi ho capito. Ho riconosciuto lo scooter di mia moglie scaraventato a terra. Non ho avuto neppure il tempo di dirle un’ultima parola. E’ morta davanti a me, ma mio figlio non c’era”. Un testimone che preferisce mantenere l’anominato ha riferito sempre al Mirror che, saputo della morte del figlio, Tahar si è messo a urlare dalla disperazione: “Sembravano grida dell’inferno. Si dimenava come un’anima in pena. se ne è andato, poi è tornato nel pomeriggio… alla fine sono venuti i medici a portarlo via”. Alcuni parenti hanno poi fatto sapere che le la moglie e il figlio di Tahar saranno sepolti in Tunisia. Purtroppo, nelle prossime ore – o, forse, nei prossimi giorni – ci saranno altre storia come questa da raccontare, dal momento che 16 delle 84 persone uccise devono ancora essere identificate.