Venezia, donne velate sputano al crocifisso

Iraqi Shiite Muslim worshippers mourn outside the Imam al-Kadhim shrine as they gather to mark the anniversary of the death of the eighth century revered Imam on May 2, 2016, in Baghdad's northern district of Kadhimiya. The commemoration of the 799 AD death of Shiite Islams revered seventh Imam, who is believed to have been poisoned by agents of then Sunni ruler Harun al-Rashid, is due to culminate on May 3. / AFP / AHMAD AL-RUBAYE (Photo credit should read AHMAD AL-RUBAYE/AFP/Getty Images)
(AHMAD AL-RUBAYE/AFP/Getty Images)

Di recente si ricorda un precedente simile nell’aprile del 2011 un algerini di fede islamica,  Jamel Zmhwli, all’epoca dei fatti 31 enne patteggiò 7 mesi di reclusione per avere sputato e pestato un crocifisso. I fatti avvennero a Pordenone. L’uomo era accusato di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, di rifiuto di fornire le proprie generalità e di vilipendio agli oggetti di culto  L’uomo era giunto in Italia da poco. Fu processato per direttissima, difeso da un avvocato donna. Dall’istruttoria emerse che in passato egli aveva fornito alle autorità nove nomi diversi. La pena, comminata da un giudice  donna fu sospesa e l’uomo tornò in libertà. Pochi giorni fa gli sputi a un altro crocifisso nella chiesa di San Zulian, a pochi passi da San Marco sotto gli occhi del sorvegliante: a compiere l’oltraggio sarebbero state 4 donne di fede islamica, velate che si sarebbero allontanate subito dopo, confondendosi fra i turisti.  Nella stessa chiesa San Zulian ieri due giovani orientali hanno fatto la fila per la comunione e  hanno sputato la particola a terra, lasciando anche loro la di fretta la chiesa.  E c’è anche chi entra per pregare Allah. Il parroco don D’Antiga  racconta che alle rimostranze dei fedeli rispondono: “Possiamo entrare nelle chiese e pregare Allah,  Papa Francesco cha dato il permesso”.