Entra in sala operatoria sorridendo, poi la situazione degenera

RIccardo Turrin (Facebook)
RIccardo Turrin (Facebook)

Il dramma di Riccardo Turrin, 29 anni di Codiverno di Vigonza, è il dramma di una giovane coppia e famiglia. La tragedia che nessuno si aspettava e poteva immaginare. Il ragazzo era entrato in sala operatoria all’ospedale di Padova piuttosto tranquillo e aveva dato appuntamento a tutti al risveglio dall’anestesia. La giovane moglie, Deborah Gallinaro, 26 anni, lo aspettava fuori insieme ai genitori e a tutti gli altri parenti. Riccardo doveva operarsi al cuore, per il quale soffriva di una malattia congenita da sempre. Già da piccolo si era operato e questo doveva essere l’intervento definitivo. Lungo, ma anche a detta dei medici non particolarmente complesso. Invece qualcosa è andato storto. Quando è uscito dalla sala operatoria tutto ha iniziato ad andare a rotoli. Per una serie di complicazioni i medici sono stati costretti ad amputargli una gamba dato che il sangue non circolava più nell’arto. Poi la mattina seguente la situazione è peggiorata fino alle estreme conseguenze. “Ieri ci hanno detto che Riccardo è clinicamente morto. Non c’è l’ufficialità, ma è chiaro che speranze ormai non ce ne sono più, ed è stato staccato dalle macchine. Viviamo ore terribili aspettando una telefonata che non vorremmo ricevere” dicono i parenti increduli. La moglie racconta: “Mio marito è nato con una cardiopatia congenita e già da bambino era stato operato. Da maggio era in lista per un intervento al cuore che seppur lungo non doveva creare problemi e lunedì è stato operato. Ci siamo salutati e aspettavo che si risvegliasse”.

Riccardo e la moglie Deborah erano protagonisti di una bellissima storia d’amore iniziata quando i due erano giovanissimi (17 anni lui, 14 lei) e culminata col matrimonio nel 2011. Un mese dopo le nozze Riccardo aveva perso la madre per una malattia e da allora i suoceri, Pierina e Stefano, che già lo adoravano lo trattavano proprio come un figlio. Anche il cognato Patrick non si dà pace: “Penso che oggi ho perso una parte di me; un un socio, un fratello, un migliore amico, un cognato. Ne abbiamo passate un sacco insieme; mi mancherà tutto di te. Mi domando come farò senza di te perchè mi pare di aver perso tutto. Ti voglio bene socio, tuo fratello per sempre”.

F.B.