Schwazer, 8 anni di squalifica. Il suo allenatore grida al complotto

(Tullio M. Puglia/Getty Images for IAAF)
(Tullio M. Puglia/Getty Images for IAAF)

Squalifica pesantissima. Non solo Alex Schwazer non parteciperà alle gare di Rio, ma non gareggerà mai più in vita sua. In termini sportivi, alla sua età, 8 anni significano l’ergastolo. La carriera è finita. Un colpo durissimo per lui che in attesa di giudizio si era comunque recato a Rio e che si era allenato molto duramente per la 20Km e la 50Km di marcia. Ieri dopo la terribile notizia non ha voluto parlare ed è stato visto solo in un locale di Rio a fissare il vuoto per un’ora. Ha parlato invece il suo allenatore Sandro Donati, paladino e simbolo dell’antidoping che con Schwazer ci aveva messo la faccia e non accetta come sia andata a finire. Il coach è sicuro che ci sia stato un complotto e lancia pesanti accuse: “L’ho informato io Alex, è rimasto in silenzio per venti minuti, senza parlare. Nell’udienza del Tas, abbiamo scoperto che il famoso controllo antidoping a sorpresa era stato pianificato e comunicato agli ispettori del prelievo 15 giorni prima! Una situazione incredibile, mettendo a rischio la riservatezza del controllo. Perché controllarlo il primo gennaio e non il 28 dicembre? Perché l’obiettivo era quello di effettuare tutto il primo gennaio, con il laboratorio chiuso, e con la possibilità di tenere la provetta un giorno intero prima di portarla a Colonia. In udienza, il direttore del laboratorio tedesco ha detto che la sua struttura sarebbe stata disponibile. Cosa che la Iaaf non ci ha detto per allungare i tempi e restringere il nostro diritto alla difesa”. Donati poi accusa la Iaaf, la federazione internazionale di atletica: “Ma qualcuno crede davvero al ruolo della Iaaf come paladina dell’antidoping contro la Russia? La Iaaf è una federazione che per anni, ed è stato provato, si è fatta corrompere dalla Russia”.

F.B.