Beatrice Fazi si sfoga e racconta il suo dolore

Beatrice Fazi (Foto dal Web)
Beatrice Fazi (Foto dal Web)

Molti conoscono Beatrice Fazi per il ruolo di Carmela ‘Melina’ Catapano in ‘Un medico in famiglia’, ma l’attrice ha svestito il ruolo attribuitole dal piccolo schermo per raccontare tutto il suo dolore. Ha deciso di farlo attraverso il proprio profilo Facebook. La donna, 44enne, già madre di quattro bambini ha perso il figlio che portava in grembo e ha deciso, attraverso il famoso social network, di raccontare il suo enorme dolore per la perdita del piccolo.

Beatrice Fazi entra a far parte del cast di ‘Un medico in famiglia’ nella quinta stagione della serie. Siamo nel 2007 e da quel momento in poi la popolarità dell’attrice non farà crescere. Pochi giorni fa però, la terribile notizia di aver perso il bambino che portava in grembo ha squarciato la sua quotidianità con un profondo dolore, queste le parole affidate a Facebook da parte dell’attrice: “Ho sperato fino alla fine che stavolta le cose andassero diversamente. Ma devo rassegnarmi e lasciarti andare. Perdere un figlio è un’ingiustizia a cui non riuscirò mai ad abituarmi. Anche se è così poco che sei dentro di me, il dolore è cocente. Non riesce a passare. Anche se ne ho altri quattro, di figli. Anche se aver saputo che c’eri è stata una sorpresa inaspettata. Quanta gioia possono dare i valori positivi delle beta nel sangue! Maledette beta che poi decidono di rallentare la corsa. Fino a fermarsi. Fino a fermare il battito del tuo debole cuore. Ti ho visto, amore mio. Piccolo e rannicchiato nella tua stanza buia. Sembravi spaventato quanto me mentre l’ecografo esplorava il tuo piccolo mondo, la tua piccola casa che non ha saputo proteggerti. Il mio grembo. Quante domande mi assalgono. Stavolta come ogni volta. E se fosse stata colpa mia? Se tutta la fatica, lo stress di questi giorni fossero stati fatali? Il ginecologo dell’ospedale qui al mare mi ha detto di non torturarmi. Doveva andare così. Mille volte, facendo catechesi, ho ripetuto agli altri che nel dolore non ci si deve chiedere perché. Perchè a me? Perché di nuovo a me? Ora mi tocca. Mi tocca starci dentro fino in fondo a questo dolore, senza capire, senza capirlo, senza riuscire a non pensare a quanto sarebbe stato bello vederti nascere in primavera, vederti crescere giocando con Maddalena, coccolati dai fratelli più grandi. Figlio mio. Mio adorato amore. Senza pudore affido a questo spazio lo sfogo della mia pena. Non so perché. Non sto cercando conforto. Dio non ha tardato a darmi consolazione. Di questi tempi pare che sia più vero ciò che si scrive qui ed io davvero devo lasciarti andare. Devo convincermi che è finita. Devo augurarmi che tu riesca a uscire da solo, senza interventi che ti strappino via da me. Fatti strada, ti prego, dolcemente. L’anima tua riposa in pace, lo so, angelo mio. Lascia che anch’io riposi da quest’angoscia. Mi resta come consolazione poterti amare come una mamma ama suo figlio. Nessuno mi potrà togliere questa gioia, la gioia di amarti. A Dio, piccolo mio. Mamma”.

Antonio Russo

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